Una nave cisterna per il trasporto di gas naturale liquefatto, ritenuta parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, è stata colpita la scorsa notte da delle esplosioni trasformandosi in una palla di fuoco nel Mar Mediterraneo, tra le coste di Malta e della Libia.
La “Arctic Metagaz”, una metaniera battente bandiera russa che trasportava gas naturale liquefatto, era partita dal porto di Murmansk alla volta del Canale di Suez, secondo dati di tracciamento consultati da fonti internazionali.
Le autorità marittime libiche hanno riferito che la nave ha subito una serie di esplosioni seguite da un vasto incendio prima di affondare nella zona SAR libica, a circa 130 miglia nautiche a nord del porto di Sirte. Tutti i 30 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, trasferiti su un altro mercantile e non risultano feriti.
Ексклюзив.
Російський газовий танкер, атакований учора невідомими дронами у Середземному морі, має серйозну пробоїну в районі машинного відділення та не підлягає відновленню. https://t.co/lNjTvGNAak pic.twitter.com/zhBnyRXUtt— Serhii Sternenko (@sternenko) March 4, 2026
Da Mosca è arrivata una accusa diretta all’Ucraina: secondo il ministero dei Trasporti russo, citato da varie agenzie internazionali, la metaniera sarebbe stata colpita da droni navali ucraini lanciati dalla costa libica. Il governo di Mosca ha definito l’episodio «un atto di terrorismo internazionale e pirateria marittima». Finora Kiev non ha rilasciato commenti ufficiali sull’accaduto. In passato l’Ucraina ha rivendicato attacchi con droni contro navi russe in mari distanti dal fronte orientale, come nel dicembre scorso, ripetendo la sua strategia di colpire quella che definisce la “flotta ombra” impiegata per eludere le sanzioni occidentali.
Le Forze armate maltesi hanno confermato di aver ricevuto una chiamata di soccorso da parte della Arctic Metagaz e di aver attivato le procedure di ricerca e salvataggio in coordinamento con le strutture internazionali competenti, pur trattandosi di un incidente al di fuori dell’effettiva zona SAR maltese. Il ministro dell’Interno, Byron Camilleri, ha sottolineato che il coordinamento ha permesso il salvataggio dell’equipaggio, «trovato sano e salvo su una scialuppa all’interno della zona di ricerca e soccorso libica».
(photo credits: X / Serhii Sternenko)
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