I capi di governo di Malta, Italia, Spagna, Grecia e Cipro hanno inviato una lettera congiunta al presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, chiedendo un intervento urgente e coordinato a livello europeo per gestire la crisi dell’Arctic Metagaz — la metaniera russa sanzionata che dal 3 marzo deriva senza equipaggio nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale. La lettera, firmata dal premier maltese Robert Abela, dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal premier spagnolo Pedro Sánchez, dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e dal presidente cipriota Nikos Christodoulides, è indirizzata in copia anche al presidente del Consiglio Europeo António Costa. Il documento è stato reso pubblico dal Malta Independent.
I cinque leader chiedono alla Commissione di facilitare l’attivazione del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea (UCPM), definendolo lo strumento fondamentale per mobilitare le capacità collettive europee in risposta a emergenze marittime e ambientali. Nella lettera si chiede esplicitamente il coinvolgimento operativo dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA), con funzioni di sorveglianza avanzata, monitoraggio dell’inquinamento, supporto tecnico e condivisione delle informazioni tra gli Stati membri.
«Le condizioni precarie della nave – si legge – combinate con la natura del suo carico specializzato, fanno sorgere un rischio imminente e serio di un grave disastro ecologico nel cuore dello spazio marittimo dell’Unione».
La lettera affronta esplicitamente anche il paradosso giuridico che fino ad ora ha paralizzato qualsiasi azione: l’Arctic Metagaz è una nave sanzionata dall’UE, che pure prevede esenzioni per le situazioni legate alla sicurezza marittima e alla protezione ambientale. Il problema è che le misure restrittive imposte da altri Paesi potrebbero non offrire le stesse deroghe, esponendo gli operatori europei che intervengono al rischio di violazioni sanzionatorie di terze giurisdizioni. I cinque leader chiedono alla Commissione di chiarire questo punto e di garantire che chi agisce per prevenire un disastro ambientale sia tutelato.
Sul piano più strettamente politico, la lettera inquadra la vicenda in un contesto più ampio, quello della flotta ombra russa. Il documento ricorda che l’Arctic Metagaz rappresenta un caso emblematico di come le navi che aggirano le misure restrittive europee e gli standard marittimi internazionali pongano rischi gravi alla sicurezza della navigazione, all’ambiente e al traffico marittimo nel Mediterraneo. Permettere il perpetuarsi di tali pratiche, si legge, non solo espone l’Unione a danni ecologici seri, ma rischia anche di minare l’integrità, l’efficacia e il valore deterrente dell’intero regime sanzionatorio dell’UE.
I cinque capi di governo annunciano l’intenzione di sollevare la questione al Consiglio Europeo in corso questa settimana a Bruxelles, dichiarandosi pronti a cooperare con la Commissione per garantire una risoluzione rapida a guida europea. La lettera segnala inoltre la preoccupazione crescente per la frequenza degli attacchi a navi nel Mediterraneo e nel Mar Nero, indipendentemente dal loro status operativo o dalla loro posizione rispetto alle misure restrittive europee: episodi che, si sottolinea, richiedono indagini e responsabilizzazione in conformità con il diritto internazionale.
Nel frattempo, la nave ha cambiato traiettoria. Nelle ultime ore l’Arctic Metagaz si è spostata ulteriormente verso sud, allontanandosi dalle acque maltesi e avvicinandosi alla zona libica. Il ministro dei Trasporti maltese ha confermato l’aggiornamento della posizione, precisando che la situazione resta comunque monitorata con continuità dalle Forze armate maltesi e dalla Marina italiana. Lo scafo presenta due grandi falle sopra la linea di galleggiamento, la metà della struttura è carbonizzata, e un film di idrocarburi circonda il relitto. La doppia carena ha finora limitato l’ingresso d’acqua, ma la situazione strutturale è considerata critica. A bordo si trovano ancora circa 700 tonnellate di gasolio e residui di gas naturale liquefatto in serbatoi che le immagini aeree mostrano ancora intatti.
(immagine di archivio, Abela in visita a Palazzo Chigi con Meloni – 2023, credits: DOI / Omar Camilleri)
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