Procede a ritmo sostenuto il cantiere del secondo collegamento elettrico sottomarino tra Malta e la Sicilia. In Italia è stato completato circa il 50% delle attività di scavo lungo il tracciato, mentre sull’arcipelago si è già arrivati al 66%. Numeri che segnano un passaggio chiave per un’infrastruttura considerata strategica sia per la sicurezza energetica maltese sia per gli obiettivi di coesione dell’Unione europea.
Lo stato di avanzamento è stato al centro della visita ufficiale a Maghtab del vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto, accompagnato dai ministri maltesi dell’Energia e dei Fondi europei, Miriam Dalli e Stefan Zrinzo Azzopardi, oltre ai vertici della società incaricata dei lavori.
In Sicilia, su un percorso complessivo di 20,7 chilometri, metà delle trincee necessarie alla posa dei cavi è ormai completata. Parallelamente avanzano anche le operazioni per il tratto sottomarino, elemento cruciale del collegamento transfrontaliero. Sul fronte maltese, i lavori a Maghtab hanno recentemente riguardato l’installazione di componenti tecniche nella stazione terminale.
L’opera, conosciuta come IC2, del valore complessivo di 300 milioni di euro e cofinanziata attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale, è destinata a raddoppiare la capacità di interconnessione elettrica dello Stato insulare. Un tassello ritenuto fondamentale per diversificare le fonti energetiche e rendere più stabile l’approvvigionamento.
«Si tratta del più grande investimento in Malta sostenuto dalla politica di coesione europea», ha sottolineato Fitto durante la visita, evidenziando come il progetto contribuirà a rafforzare la sicurezza energetica e a sostenere l’integrazione delle fonti rinnovabili.
Sulla stessa linea il governo maltese. Il ministro Dalli ha richiamato il quadro più ampio degli interventi in corso: dal potenziamento della rete di distribuzione allo sviluppo dello stoccaggio tramite batterie, fino all’espansione delle rinnovabili. «Un insieme di investimenti – ha spiegato – pensato per un sistema energetico più resiliente e sostenibile». Per il ministro Zrinzo Azzopardi, l’elettrodotto rappresenta invece «un passaggio decisivo» nel percorso verso un sistema più pulito, inserito in una strategia che punta a rafforzare il ruolo di Malta all’interno del mercato energetico europeo.
(photo credits: DOI / Omar Camilleri)
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