Malta apre alla possibilità di produrre energia rinnovabile nel Nord Africa e importarla per alimentare il proprio fabbisogno interno. È questo il perimetro della nuova consultazione preliminare di mercato lanciata da Interconnect Malta, con l’obiettivo di sondare l’interesse degli operatori e raccogliere dati tecnici ed economici su progetti ancora in fase esplorativa.
L’iniziativa è stata annunciata dal ministro dell’Ambiente e dell’Energia Miriam Dalli durante una conferenza organizzata nei giorni scorsi dalla Climate Action Authority. Al centro dell’intervento, la necessità di mantenere una rotta chiara in un contesto internazionale sempre più instabile sul fronte energetico.
Secondo il governo, la consultazione servirà a valutare la fattibilità tecnica e finanziaria di progetti in grado di convogliare energia rinnovabile (in particolare da fonti solari ed eoliche) verso l’arcipelago, integrandola nel mix energetico nazionale. «Siamo in una fase di analisi – ha spiegato Dalli – in cui esploriamo le opzioni disponibili per prendere decisioni basate su evidenze concrete».
L’obiettivo è quello di arrivare a importare fino a 0,8 terawattora di energia rinnovabile all’anno, pari a circa un quarto della domanda elettrica prevista per il 2025. Una quota significativa che, nelle intenzioni dell’esecutivo, contribuirebbe a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a contenere la volatilità dei prezzi.
Il modello allo studio prevede anche l’introduzione di contratti a lungo termine, fino a 25 anni, a prezzo fisso, pensati per garantire stabilità a famiglie e imprese. Un meccanismo che punta a mitigare l’impatto delle fluttuazioni dei mercati energetici globali, sempre più esposti a tensioni geopolitiche.
Parallelamente, prosegue il lavoro su altri dossier strategici: dal secondo elettrodotto ai progetti di eolico offshore oltre le acque territoriali locali. Alcune infrastrutture, secondo quanto riferito dal governo, potrebbero entrare in funzione già nei prossimi mesi, mentre altre sono in fase di progettazione.
(photo credits: DOI)
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