Dopo gli ingenti danni provocati dalla tempesta Harry, il governo ha messo in campo un piano di interventi per sostenere famiglie e imprese colpite dal maltempo e avviare la fase di ricostruzione. A delinearne i contorni è stato il Primo Ministro Robert Abela, che ha convocato una riunione straordinaria a Castille con diversi membri del gabinetto, i vertici delle autorità pubbliche, delle agenzie statali e dei corpi disciplinati.
L’azione dell’esecutivo, ha spiegato Abela, si muove su tre direttrici principali: la rimozione immediata di ogni situazione di pericolo, il sostegno concreto alle persone e alle attività colpite, e la riparazione dei danni con la rigenerazione delle aree più duramente segnate dal maltempo.
Il Premier ha ringraziato pubblicamente tutti gli operatori impegnati durante e dopo la tempesta – dalla Protezione civile alle forze dell’ordine, fino ai tecnici dei servizi pubblici – sottolineando come la preparazione del Paese abbia evitato conseguenze ancora più gravi. «Nonostante la violenza dell’evento – ha osservato – non si sono registrate vittime né feriti gravi».

Sul fronte degli aiuti economici, Abela ha ribadito che la solidità dell’economia locale consente allo Stato di intervenire per sostenere famiglie e imprese che hanno subito perdite significative. Sono state citate misure già all’attivo come Microinvest e Business Development Scheme da sfruttare per le attività commerciali, ma anche la necessità di predisporre strumenti specifici per agricoltori, allevatori e pescatori. Un ruolo centrale sarà affidato anche al fondo nazionale per lo sviluppo sociale (NDSF), destinato a finanziare lavori e assistenza mirata.
Parallelamente alla raccolta delle segnalazioni sui danni, il governo punta ora a rendere più efficiente la fase di risposta. Il segretario permanente Tony Sultana ha spiegato che l’amministrazione sta centralizzando tutte le informazioni per una valutazione complessiva dell’impatto della tempesta. I cittadini possono richiedere chiarimenti e assistenza attraverso il numero 153 o scrivendo all’indirizzo email [email protected].
Abela ha inoltre annunciato che nei prossimi mesi partiranno interventi di ripristino e rigenerazione in diverse località costiere duramente colpite, tra cui Ghar Lapsi, Marsascala, Marsaxlokk, Sliema e Xghajra. In particolare, Ghar Lapsi resta al momento chiusa per motivi di sicurezza: l’obiettivo è rendere nuovamente accessibile almeno una parte dell’area entro i prossimi mesi.
Durante l’incontro è stato fatto il punto anche sulle operazioni di pulizia e manutenzione: nei prossimi giorni è prevista una bonifica generale su tutto il territorio nazionale, dopo gli interventi mirati già effettuati. Infrastructure Malta e Transport Malta hanno lavorato nelle zone più colpite, con circa 50 interventi legati alla sicurezza stradale per alberi sradicati, cartellonistica divelta e strutture pericolanti.
Nonostante i danni subiti da alcuni impianti di desalinizzazione – come quelli di Lapsi, Pembroke e Hondoq ir-Rummien – ha spiegato che la Water Services Corporation è riuscita a garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico grazie a piani di emergenza e riserve strategiche. Attenzione è stata riservata anche al settore delle costruzioni, con ispezioni sugli edifici danneggiati, e alle organizzazioni di volontariato che hanno riportato danni alle proprie sedi operative.
Il bilancio dell’emergenza resta imponente: come già comunicato in precedenza, in sole 48 ore, i corpi disciplinati hanno gestito oltre 700 richieste di assistenza. Nelle ultime ore è stato segnalato anche un incidente in mare, con la caduta di container da una nave al largo dell’arcipelago, circostanza che ha spinto le autorità a rinnovare l’appello alla massima prudenza da parte dei marittimi.
(photo credits: Is-Servizz Pubbliku)
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