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“Poco cibo al matrimonio”: la sposa si rifiuta di pagare il conto

Un chilo di pietanze a testa non è bastato, e la diatriba diventa una causa civile

di Maria Grazia Strano
4 Febbraio 2018
in Attualità
Tempo di lettura:2 mins read
0

La lunga “digestione” di un matrimonio maltese, celebrato nel 2014, si è conclusa solo pochi giorni fa.

E gli invitati erano tutt’altro che sazi: questo almeno è quello che ha dichiarato la sposa quando si è rifiutata di pagare il responsabile del catering, accusandolo di non aver fornito abbastanza cibo per i suoi 500 ospiti.

Le preoccupazioni della sposa erano già insorte nel momento dell’accordo: la varietà e la quantità di cibo suggerito gli era apparsa inadeguata. Eppure l’assistente manager al catering l’aveva rassicurata, affermando che quella scelta sarebbe stata più che sufficiente per i 500 ospiti e avrebbe garantito al contempo che non ci sarebbero stati avanzi eccessivi.

La questione si è estesa al punto da concludersi con una causa civile in cui numerosi membri della famiglia e dipendenti della società di catering sono stati convocati per testimoniare.

Alle base di tutte le prove, è stato obiettivamente dimostrato che c’era abbastanza cibo, secondo la norma. “Il fatto che i camerieri non riuscissero a tenere il passo con le richieste degli ospiti e che alla fine della festa non ci fosse più cibo, non è stata certamente colpa del catering“, ha concluso la sentenza.

Perchè allora il cibo è finito? Semplice: il ricevimento è durato più del previsto, fino alle 20.30, tanto che la coppia non ha nemmeno tagliato la torta tradizionale alle 17.00. E oltre il danno, la beffa: secondo il rappresentante di Busy Bee Ltd alcuni gli ospiti hanno messo il cibo in contenitori di plastica per portarlo a casa.

Inoltre, continua la sentenza, usy Bee Ltd ha agito “in maniera altamente professionale, dal momento che il vicedirettore che ha redatto l’ordine aveva sconsigliato importi eccessivi in modo da evitare sprechi, ponendo innanzitutto gli interessi del cliente, e piuttosto che gonfiare l’ordine in modo da beneficiare di una commissione più elevata, il funzionario della compagnia ha ordinato 26 articoli per ospite, che equivale a circa 1 kg di cibo ciascuno“.

La sentenza civile ha anche osservato che non c’era alcuna controversia riguardo la qualità del cibo. Ma adesso questo pranzo, che sia stato povero o meno, ha un sapore salato: la sposa citata in giudizio dalla Busy Bee Ltd dovrà pagare l’eccezionale cifra di 12.359 euro insieme agli interessi maturati dal 2014.

Tags: Busy Bee Ltd
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