Il governo studia nuove misure per contrastare i comportamenti antisociali dei visitatori e rafforzare una “serena” convivenza con la popolazione locale. In un video pubblicato su Facebook, il ministro degli Interni ha infatti accennato all’idea di un sistema di multe istantanee destinate ai turisti – o, meglio, «stranieri non residenti a Malta» – che commettano infrazioni minori, con l’obiettivo di garantire il pagamento delle sanzioni prima che lascino il Paese.
Byron Camilleri ha parlato della necessità di introdurre un deterrente efficace contro comportamenti che tanto creano disagi ai residenti, come l’abbandono selvaggio di rifiuti, rumori eccessivi o disturbo della quiete pubblica. «Lo scopo è evitare che chi viola le regole lasci Malta senza pagare», ha spiegato rivolgendosi al pubblico dei social in lingua maltese, sottolineando come i visitatori siano sempre benvenuti sulle isole, purché rispettino il territorio e i suoi abitanti.
La proposta si inserisce in un dibattito che tiene banco già da parecchio tempo – era l’estate del 2024 quando un residente di Sliema tappezzò la località di cartelli “fai da te” contro il turismo cafone – e divenuto sempre più acceso negli ultimi mesi, alimentato dalle segnalazioni provenienti da quartieri ad alta concentrazione turistica come Paceville e Swieqi. Residenti e amministratori locali hanno denunciato episodi di vandalismo, feste nel cuore della notte e gestione impropria dei rifiuti, oltre a comportamenti ritenuti inappropriati in contesti urbani, come circolare in costume da bagno lontano dalle aree balneari, in alcuni casi persino nudi.
L’argomento ha innescato anche il confronto politico, con prese di posizione tra parlamentari che hanno evidenziato la difficoltà di far rispettare le norme nelle zone caratterizzate da un’elevata presenza di affitti brevi e turismo giovanile.
Il meccanismo accennato da Camilleri prevede che i cittadini stranieri non residenti a Malta — dunque anche i turisti — siano tenuti a pagare la multa direttamente nel luogo in cui viene commessa l’infrazione, così da rendere più efficace l’azione di controllo. Secondo il ministro, la misura non nasce da un intento punitivo generalizzato ma dalla volontà di preservare l’equilibrio tra accoglienza e qualità della vita dei residenti.
Sistemi analoghi sono già operativi in diversi Paesi mediterranei e in altre località turistiche europee (Italia compresa), dove le autorità possono imporre sanzioni immediate per violazioni delle norme locali, dal consumo di alcol in spazi pubblici all’abbigliamento non consono ai centri storici. In alcuni casi le multe possono raggiungere importi consistenti, con riduzioni previste per chi paga immediatamente.
A Malta, la proposta ha ricevuto il sostegno della Malta Hotels and Restaurants Association, che ha definito l’iniziativa coerente con le richieste avanzate negli anni dal comparto dell’ospitalità per rafforzare i controlli e tutelare la reputazione dell’arcipelago. Il ministro ha invitato cittadini e addetti ai lavori a fornire pareri e suggerimenti, mentre il progetto viene definito nei dettagli operativi. Nelle prossime settimane dovrebbero emergere ulteriori indicazioni sulle modalità di applicazione della nuova misura.
(immagine di archivio)
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