Lunghe code, interminabili ore di attesa e migliaia di persone bloccate tra Cirkewwa e il porto di Mgarr. I collegamenti marittimi tra Malta e Gozo hanno vissuto un venerdì di forti disagi, complici il maltempo, la sospensione del Gozo Fast Ferry e l’aumento dei flussi legati al periodo festivo.
Le navi del Gozo Channel sono state costrette a deviare la rotta passando dietro Comino, con inevitabili rallentamenti e un accumulo progressivo di traffico. La situazione ha colpito pendolari, famiglie e turisti, con segnalazioni di attese superiori alle tre ore, anche per chi viaggiava a piedi. A fronte delle difficoltà, è esploso un duro scontro politico sulle responsabilità e sulla gestione del servizio tra le due isole.
In una dichiarazione firmata da Chris Said, ministro ombra di Gozo, il Partito Nazionalista ha ringraziato i dipendenti del Gozo Channel, la polizia e Transport Malta per gli sforzi compiuti nel tentativo di contenere una situazione definita «caotica», soprattutto al porto di Mgarr. Allo stesso tempo, l’opposizione ha puntato il dito contro il ministro di Gozo Clint Camilleri, accusandolo di incompetenza e di aver cercato di attribuire i disagi esclusivamente al maltempo e al forte afflusso di passeggeri, «insultando l’intelligenza delle persone».
Secondo il PN, molti traghetti avrebbero invece operato con una capacità di passeggeri quasi dimezzata non per limiti tecnici, ma per una gestione inadeguata del personale, con un numero insufficiente di marittimi assegnati ai turni. Una scelta che, a detta dell’opposizione, avrebbe lasciato a terra numerosi passeggeri e aggravato una situazione già complessa.
«È inutile che il ministro giustifichi quanto accaduto dando la colpa al maltempo, come se fosse la prima volta che il Fast Ferry viene sospeso o che le navi devono passare dietro Comino a causa dei forti venti», ha affermato Said, sostenendo che il problema non fosse l’emergenza meteo, bensì «l’incompetenza del ministro e la mancanza di pianificazione e di gestione dei servizi di Gozo Channel».
Il PN ha inoltre espresso solidarietà alle migliaia di persone rimaste intrappolate nel traffico o in lunghe file al freddo, ricordando in particolare i gozitani diretti a Malta per lavoro.
Nel suo intervento, Said ha anche richiamato il tema della flotta, sottolineando che i collegamenti marittimi continuano a basarsi su navi costruite sotto un precedente governo nazionalista e ribadendo l’impegno del partito a investire, in caso di ritorno al governo, in una nuova flotta moderna, compreso un «vero quarto traghetto».
Alle accuse ha subito dato seguito il Ministero di Gozo guidato da Camilleri, respingendo «categoricamente» quelle che ha definito affermazioni infondate e strumentali. I disagi, ha affermato in una nota ufficiale, vanno letti alla luce di un dato ritenuto incontrovertibile: Gozo sta attirando numeri record di visitatori, sia maltesi sia stranieri, «segno che le politiche di investimento e di pianificazione stanno producendo risultati».
Il dicastero ha ricordato che Gozo Channel opera con una flotta di quattro navi che, negli ultimi anni, ha soddisfatto la domanda, mentre il servizio del Fast Ferry ha registrato nel 2025 un massimo storico di oltre 1,2 milioni di passeggeri, con un aumento di 258mila rispetto all’anno precedente. Un incremento reso possibile, secondo il Ministero, da accordi con gli operatori per orari più frequenti, in risposta a una domanda che in passato non esisteva.
Quanto agli eventi degli ultimi giorni, ha ribadito che la sospensione dei traghetti veloci e la modifica delle rotte sono state imposte dalle condizioni meteo, fattori che incidono «su qualsiasi operazione marittima». Nonostante ciò, Gozo Channel, forze dell’ordine e Transport Malta avrebbero lavorato senza sosta per gestire la situazione nel modo più efficiente possibile.
Il Ministero ha infine accusato il Partito Nazionalista di «non apprezzare l’enorme sforzo compiuto e il successo ottenuto, seminando panico e ignorando totalmente» quella che definisce «una sfida positiva»: il successo di Gozo come meta attiva tutto l’anno. A sostegno di questa tesi ha citato l’aumento dei flussi anche nei mesi tradizionalmente più tranquilli e le varie iniziative organizzate sull’isola gemella nel solo mese di dicembre.
(photo credits: PN)
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