Un gesto di vandalismo compiuto in uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo si è concluso in tribunale con una condanna e una pesante sanzione economica. Un turista ungherese di 30 anni è stato riconosciuto colpevole – dietro sua stessa ammissione – di aver sfregiato un megalite del complesso dei Templi di Ggantija, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, causando, secondo le valutazioni tecniche, danni «permanenti e irreversibili».
L’episodio risale a martedì 10 febbraio, quando l’uomo ha inciso quelle che appaiono come due cifre su un megalite della struttura settentrionale del monumento neolitico. Nonostante le intimazioni di altri visitatori, avrebbe continuato l’azione, ignorando gli avvertimenti. A identificarlo sono stati gli operatori di Heritage Malta, l’agenzia nazionale per il patrimonio culturale, quando il turista è entrato nel punto vendita del sito.
Messo di fronte all’evidenza dal personale e dagli addetti alla sicurezza, il 30enne ha ammesso di aver vandalizzato il monumento, spiegando — secondo quanto riferito dall’agenzia — di aver ritenuto che tale azione fosse consentita in quanto sullo stesso megalite erano presenti graffiti storici.
All’arrivo della polizia, il soggetto si è mostrato collaborativo e avrebbe espresso rammarico per l’accaduto. Il giorno successivo è comparso in tribunale di Gozo, dove ha ammesso le accuse e il giudice lo ha condannato a due anni di reclusione con pena sospesa per quattro anni e al pagamento di una multa di 15mila euro.
Secondo le valutazioni tecniche diffuse da Heritage Malta, qualsiasi tentativo di rimuovere le incisioni comprometterebbe la patina originale della pietra, accelerandone il deterioramento. Per questo il danno è stato classificato come «irreversibile». L’agenzia ha comunque annunciato interventi immediati di mitigazione per limitare ulteriori effetti sull’integrità del manufatto.
Non è la prima volta che lo storico sito archeologico viene preso di mira dai vandali. Nel 2023, uno studente italiano di 18 anni fu colto in flagrante mentre incideva delle lettere su uno degli ingressi principali dei Templi. Anche in quel caso, il tribunale inflisse al giovane la medesima condanna.
(photo credits: Heritage Malta)
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