Entro il 2028, l’aeroporto internazionale di Malta sarà dotato di un ulteriore terminal da 6.000 metri quadrati, nell’ambito del progetto di espansione verso est annunciato lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi sul posto.
Nel corso dell’incontro, il Primo Ministro Robert Abela ha inquadrato l’intervento nel più ampio processo di trasformazione che negli ultimi anni ha interessato l’aeroporto, sottolineando il ruolo degli investimenti privati sostenuti dal governo. Dopo l’apertura, la scorsa estate, del Priority Guest Terminal, il nuovo progetto rappresenta un’ulteriore fase di sviluppo infrastrutturale dello scalo definito da Abela «un’infrastruttura chiave del progresso nazionale» non solo per il traffico passeggeri, ma anche per il turismo, gli scambi commerciali e le relazioni internazionali. «L’aeroporto è spesso il primo e l’ultimo punto di contatto con Malta per chi arriva o parte», ha affermato, richiamando l’importanza della qualità dei servizi offerti.
Secondo il Premier, l’East Expansion non punta soltanto ad aumentare la superficie operativa, ma a migliorare l’efficienza complessiva dello scalo e ad adeguarlo alle esigenze future. Un orientamento che si inserisce nel quadro della Malta Vision 2050, il piano strategico nazionale che verrà presentato ufficialmente nelle prossime settimane al termine di una fase di consultazione pubblica.
Il documento individua nell’aviazione e nel turismo due pilastri dello sviluppo economico, accanto alla necessità di investimenti mirati in infrastrutture strategiche, di un rafforzamento della connettività internazionale e di una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale.
L’ampliamento verso est, è stato spiegato, mira a consolidare il ruolo di Malta come nodo regionale nel Mediterraneo. In chiusura della conferenza, alla presenza dell’amministratore delegato del Malta International Airport Alan Borg, Abela ha confermato l’intenzione del Governo di continuare a sostenere progetti in grado di rafforzare la connettività, attrarre nuovi investimenti e favorire la creazione di posti di lavoro di qualità.
(photo credits: DOI / Kian Bugeja)
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