Negli ultimi due giorni Malta ha ospitato il nono incontro del Med5, al termine del quale i cinque Paesi mediterranei di primo approdo – Malta, Cipro, Grecia, Italia e Spagna – hanno definito una posizione comune sulle principali sfide legate ai flussi migratori. Dal vertice è emersa una linea condivisa volta a rendere più incisiva la voce del Mediterraneo nei confronti delle istituzioni europee, affinché le pressioni e le criticità che gravano sui Paesi di frontiera vengano riconosciute e affrontate ai massimi livelli dell’Unione.
L’incontro è avvenuto in un momento particolarmente significativo, a poche settimane dalla pubblicazione del primo rapporto annuale della Commissione europea su asilo e migrazione. Il documento individua gli Stati membri sotto “pressione migratoria” e Malta non figura nell’elenco. Un’assenza che il ministro dell’Interno Byron Camilleri rivendica come il risultato di una strategia fondata su prevenzione, controlli e rimpatri.
«È la dimostrazione più chiara dei progressi compiuti dal Paese», ha dichiarato Camilleri, sottolineando come, negli ultimi cinque anni, il governo «non abbia esitato a prendere decisioni difficili ma necessarie, e i risultati sono innegabili». I rimpatri, ha dichiarato il ministro, hanno raggiunto una media pari al 75% degli arrivi irregolari, mentre gli sbarchi si sono ridotti del 93% rispetto al quinquennio precedente.
Durante il vertice, i Paesi del Med5 hanno ribadito il loro sostegno alla piena attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, definito «un’occasione cruciale» per costruire un sistema più equo, stabile e coerente. Ma con un monito chiaro: la solidarietà all’interno dell’Unione non può rimanere sulla carta e deve tradursi in strumenti reali per i Paesi più esposti.
Al centro dei lavori anche la “dimensione esterna” della politica migratoria. Secondo Camilleri, è indispensabile rafforzare collaborazioni strategiche con i Paesi terzi, in particolare con quelli di transito come la Libia, impegnati nel controllo delle frontiere e nel gestire numeri elevati di migranti spesso diretti verso l’Europa attraverso rotte pericolose.
Chiudendo i lavori, Camilleri ha parlato di un Med5 «più unito e più influente che mai», capace di orientare il dibattito europeo e di difendere il principio della condivisione delle responsabilità. «Il nostro lavoro non è concluso», ha affermato. «Ma oggi il Med5 è pronto a guidare le discussioni e costruire soluzioni difendendo i principi di solidarietà e di equa condivisione delle responsabilità in tutta l’Unione europea».
(photo credits: DOI / Ministero dell’Interno)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato




















