Nuovi particolari fanno luce sulla sparatoria che ieri mattina ha sconvolto St. Julian’s e provocato il ferimento di due poliziotti, uno dei quali resta ricoverato in condizioni gravissime.
Nel ricostruire la sequenza degli eventi durante la conferenza stampa convocata ieri sera, Gafà ha spiegato ai media maltesi che tutto è iniziato alle 10:40, quando la polizia è intervenuta nella zona di Ta’ Giorni in seguito alla segnalazione di un incendio doloso appiccato alla base di una gru all’interno di un cantiere.
Secondo gli investigatori, il gesto sarebbe maturato da vecchie ruggini legate ai lavori edilizi confinanti con la proprietà dei due sospettati, due fratelli maltesi di 68 e 74 anni. Il più giovane è stato rintracciato e arrestato poco dopo nella zona, mentre gli agenti si sono diretti verso la vicina abitazione del fratello maggiore, John Agius.
L’uomo, tuttavia, avrebbe ignorato i ripetuti ordini di uscire dall’edificio e, quando due militari della Rapid Intervention Unit (RIU) hanno varcato l’ingresso della proprietà, ha aperto il fuoco con quello che gli investigatori ritengono essere un fucile da caccia regolarmente detenuto. Uno dei poliziotti è stato raggiunto da alcuni pallettoni riportando ferite lievi, mentre gli agenti sono rimasti bloccati all’interno della proprietà senza possibilità di mettersi al riparo o uscire.
Da quel momento ne è seguito un lungo stallo operativo. Sul posto sono stati fatti intervenire gli uomini della Special Intervention Unit (SIU), mentre i negoziatori hanno tentato inutilmente di contattare il sospettato al cellulare e, poiché risultava spento, ogni comunicazione è avvenuta attraverso un megafono, con continui appelli alla resa.
Poco dopo mezzogiorno gli agenti della SIU hanno tentato un nuovo ingresso, protetti da scudi balistici. È stato in quel momento che il sospettato avrebbe esploso un altro colpo, centrando l’agente Johann Vella al volto, al collo e alla gamba. Il poliziotto è stato immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Mater Dei, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
Gafà ha confermato che resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva e che le sue condizioni continuano a essere critiche, tanto da risultare ancora in pericolo di vita, mentre l’altro agente coinvolto, Omar Sharif, ha riportato lesioni superficiali ed è già stato dimesso dall’ospedale.
Secondo quanto riferito dal commissario, durante il conflitto a fuoco sono stati esplosi complessivamente dodici colpi e, dopo oltre novanta minuti di trattative, il 74enne ha infine deciso di arrendersi. Nel corso delle perquisizioni gli investigatori hanno sequestrato quattro fucili da caccia regolarmente registrati, uno dei quali sarebbe stato utilizzato durante la sparatoria. All’interno della proprietà sarebbero stati inoltre recuperati due bossoli esplosi che saranno ora sottoposti agli accertamenti balistici.
Gafà ha definito l’accaduto un episodio isolato, ribadendo che Malta resta uno dei Paesi più sicuri al mondo. Visibilmente commosso durante l’incontro con i giornalisti, il commissario ha ricordato come vicende di questo tipo dimostrino i rischi che gli agenti affrontano quotidianamente nello svolgimento delle proprie funzioni, ringraziando tutte le forze intervenute nell’operazione, dalla RIU alla SIU, fino alla Protezione Civile, alle Forze Armate, ai sanitari del Mater Dei e a Transport Malta.
I due fratelli arrestati dovrebbero comparire davanti al tribunale nelle prossime ore, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per definire con precisione ogni fase dell’accaduto.
(in copertina: il luogo della sparatoria e l’uomo che avrebbe aperto il fuoco contro la polizia, credits: Malta Independent)
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