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Uccide un gheppio protetto e finge un malore davanti alla polizia: bracconiere non sapeva di essere ripreso

Un falco rigorosamente protetto dalla legge, ucciso e abbandonato come un rifiuto. È il caso più grave tra i tredici bracconieri fermati in dieci giorni di operazioni congiunte tra il CABS e la polizia

di Redazione
26 Marzo 2026
in Ambiente
Tempo di lettura:3 mins read
0

Un uomo a Gozo viene ripreso mentre corre verso un gheppio rimasto impigliato in una delle sue reti. Lo raggiunge, lo schiaccia deliberatamente con lo stivale fino a ucciderlo, poi raccoglie la carcassa e la lancia tra i cespugli come fosse un rifiuto. È quanto raccontato e documentato nel video pubblicato dal CABS (Committee Against Bird Slaughter) nel quadro di una serie di operazioni condotte nelle ultime due settimane in collaborazione con la polizia locale.

Le immagini, definite dagli stessi autori «difficili da guardare», «rappresentano un monito sulla totale mancanza di empatia e compassione con cui molti bracconieri agiscono», ha dichiarato Axel Hirschfeld, addetto stampa dell’associazione.

credits: CABS

Ma c’è di più: dopo aver ucciso il rapace, l’individuo si accorge dell’arrivo della polizia e comincia freneticamente a raccogliere le gabbie sparse sul terreno. Le telecamere del CABS lo riprendono poi mentre simula un malore per distrarre gli agenti, cercando nel frattempo di nascondere quello che secondo l’organizzazione era quasi certamente un richiamo elettronico per uccelli (dispositivo illegale usato per attirare i migratori nelle reti) in un campo nelle vicinanze.

credits: CABS

Il gheppio comune – ricordano – è una specie rigorosamente protetta ai sensi della legislazione sulla conservazione degli uccelli selvatici, che le garantisce il massimo livello di tutela previsto dalla legge. Dopo decenni di caccia indiscriminata era stata quasi portata all’estinzione sull’arcipelago, sebbene, più di recente, si sia registrata una lieve ripopolazione, con alcune coppie che nidificano in modo irregolare sulle isole. Chi viene sorpreso a catturare degli esemplari o ucciderli rischia una pena particolarmente severa.

Il caso del gheppio e il più grave, ma non il solo. Nei dieci giorni precedenti la pubblicazione del comunicato, le squadre del CABS hanno documentato e segnalato alle autorità numerosi casi di illegalità in tutta l’arcipelago: undici bracconieri sono stati colti in flagrante dalle pattuglie della EPU a Malta, altri due dalla polizia di Gozo.

Le operazioni hanno portato al sequestro di venti set di reti a scatto, 56 uccelli vivi e tre già morti. I volatili confiscati – per lo più fringuelli, verdoni, fanelli e lucherini – sono stati affidati al veterinario governativo e verranno rilasciati a breve in natura. I tredici individui fermati dovrebbero invece essere convocati in tribunale nei prossimi mesi. «La narrativa del “vecchio cacciatore innocuo che vuole solo vivere la sua tradizione” è un mito» ha affermato Hirschfeld.

Alle immagini del gheppio ha reagito anche BirdLife Malta, con una dichiarazione durissima: «Questa è crudeltà nella sua forma più pura. Non è soltanto una questione di conservazione, ma un grave problema di benessere animale che dovrebbe scandalizzare l’intera società». L’Ong ha colto l’occasione per smontare quella che definisce la «strategia di greenwashing» delle lobby venatorie, ricordando che uccelli protetti, tra cui i barbagianni che i cacciatori sostengono di voler reintrodurre, vengono abbattuti regolarmente da componenti degli stessi circoli, anche da parte di membri eletti in posizioni di responsabilità e condannati da tribunali locali e stranieri.

«Ciò che è accaduto – aggiunge BirdLife – non è solo un sintomo della mancanza di applicazione della legge, ma il risultato diretto di una lobby che è stata incoraggiata dai politici maltesi al punto che ora ritiene di poter agire impunemente».

Puntando a sua volta il dito contro il governo e i «decenni di indifferenza verso il lato oscuro della crudeltà nei confronti degli animali e del commercio illegale di uccelli», CABS ha chiesto la cessazione immediata di tutte le deroghe governative che autorizzano determinate forme di cattura di uccelli selvatici, sostenendo che queste licenze non siano altro che un espediente giuridico a favore dei bracconieri, volte ad alimentare il mercato nero.

(photo credits: CABS)

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Tags: bracconaggiobracconieriCABS - Committee Against Bird Slaughtercaccia illegale
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