Prosegue l’imponente operazione di bonifica dell’area di White Rocks, destinata a diventare un grande parco pubblico nazionale. Secondo quanto reso noto dal governo, sono già stati rimossi oltre 7.000 tonnellate di rifiuti accumulati nel corso degli anni, in gran parte sotto forma di materiali di scarto provenienti dai cantieri edili.
Il dato è stato illustrato durante un sopralluogo del ministro dell’Ambiente Miriam Dalli e del segretario parlamentare per la Pulizia pubblica Glenn Bedingfield, insieme ai tecnici di Project Green e della Divisione pulizia e manutenzione. Sul posto, le squadre sono impegnate in interventi di pulizia straordinaria, potatura e rimozione dei rifiuti, passaggi preliminari alla trasformazione dell’area.
Finora sono stati necessari 225 viaggi di camion per trasferire il materiale raccolto, un’operazione che sta progressivamente riportando alla luce porzioni di territorio a lungo rimaste nascoste sotto cumuli di scarti. Una prima fase dei lavori ha riguardato anche la messa in sicurezza di alcune zone, chiuse al pubblico perché ritenute potenzialmente pericolose.
La riqualificazione del sito segue la decisione di abbandonare progetti di sviluppo edilizio e destinare invece l’area alla creazione di un parco nazionale aperto ai cittadini. «Per anni qui sono stati accumulati rifiuti in grandi quantità: oggi li stiamo rimuovendo per restituire questi spazi alla collettività», ha sottolineato Dalli. Secondo Bedingfield, si tratta però solo di una prima fase: «Molto è stato fatto, ma il lavoro da completare è ancora significativo», per questo gli interventi di bonifica e preparazione proseguiranno anche nei prossimi mesi.
(photo credits: MEEC)
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