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«Prendi la bambina, il figlio è in cielo»: in aula il padre accusato di tentato omicidio

L'uomo, le cui generalità sono protette da ordinanza del tribunale, è accusato del tentato omicidio dei figli. La bambina di dieci anni è riuscita a fuggire e chiede aiuto; il fratello dodicenne è stato trovato in fin di vita in un edificio abbandonato

di Redazione
13 Marzo 2026
in Giudiziaria
Tempo di lettura:3 mins read
0

Si è tenuta in tribunale la prima udienza a carico del padre accusato di aver tentato di uccidere i propri figli la sera di sabato 7 marzo nei pressi del complesso abbandonato di White Rocks, a Bahar ic-Caghaq. Il giudice ha immediatamente disposto il divieto di pubblicazione del nome dell’imputato e un ordine di protezione a favore della madre e dei due minori. La richiesta della parte civile di celebrare l’udienza a porte chiuse è stata invece respinta: il tribunale ha stabilito che si tratta di un procedimento penale di natura pubblica.

L’uomo, 49 anni, deve rispondere di tentato omicidio nei confronti di entrambi i figli minorenni nonché di lesioni gravi e sequestro di persona. L’imputato, che si dichiara non colpevole delle contestazioni, non ha avanzato richiesta di scarcerazione ed è stato trattenuto in custodia cautelare.

Secondo quanto esposto dall’accusa in aula e riportato dai vari media maltesi, tutto ha avuto inizio attorno alle 22:15 di sabato 7 marzo, quando una donna si è presentata alla stazione di polizia di St. Julian’s accompagnando una bambina di dieci anni che aveva trovato sulla Coast Road a chiedere aiuto. La piccola ha riferito che il padre aveva tentato di strangolarla ma era riuscita a fuggire, mentre aveva ucciso il fratello.

Gli agenti l’hanno accompagnata sul posto e dato il via alle ricerche del dodicenne, trovato all’interno di uno dei locali abbandonati nel complesso di White Rocks: presentava numerosi traumi cranici e giaceva pressochè privo di sensi in una pozza di sangue. Il ragazzino, in pericolo di vita, è stato trasportato d’urgenza dal personale medico all’ospedale Mater Dei, insieme alla sorella.

Mentre gli agenti erano ancora sul posto, la madre ha ricevuto una telefonata dall’imputato che, in italiano, le comunicava di portare via la bambina, riferendosi al figlio come a qualcuno già morto («Prendi la figlia, il figlio è in paradiso»). Il coinquilino dell’uomo — con cui viveva dalla separazione dalla moglie — ha presentato invece una denuncia di scomparsa dopo aver ricevuto una chiamata in cui l’imputato gli riferiva di aver fatto un “grande errore”, chiedendo che il denaro che aveva in casa fosse usato per il suo funerale. Nelle ore successive l’uomo avrebbe contattato più persone annunciando l’intenzione di togliersi la vita; tutti i testimoni sembrano aver riferito di aver sentito in sottofondo il rumore del mare.

Le ricerche dell’imputato sono durate tre giorni. I dati di localizzazione del cellulare indicavano che l’uomo si trovava ancora nell’area di White Rocks e Bahar ic-Caghaq; il suo furgone è stato ritrovato con una corda con un nodo scorsoio al suo interno, mentre domenica è stato il turno del telefonino, rinvenuto sugli scogli della zona. Martedì 10 marzo, infine, alle 18:40 circa, un agente lo ha individuato e arrestato nei pressi di Bahar ic-Caghaq. L’uomo si muoveva zoppicando e presentava diverse ferite: i medici del Mater Dei, dove è stato ricoverato in osservazione fino al mattino seguente, le hanno ritenute compatibili con una caduta dall’alto così come per le quattro costole fratturate e le numerose abrasioni riportate dall’uomo, a detta degli esperti riportate dopo presunti tentativi di farla finita.

Tra i suoi effetti personali, all’interno della roulotte abbandonata in cui si era nascosto, gli investigatori hanno trovato un taccuino in cui aveva scritto un resoconto di quanto accaduto il sabato sera, descrivendo la propria famiglia come “felice” ed esprimendo più volte rimpianto per ciò che aveva fatto al figlio. Interrogato in questura, l’imputato si era inizialmente detto disposto a collaborare, rinunciando momentaneamente all’assistenza legale. Presente in tribunale la madre dei due minori e, accanto all’imputato, dei famigliari e un interprete. L’emittente pubblica TVM riferisce che il figlio dodicenne, ancora ricoverato in terapia intensiva, è in fase di recupero e avrebbe già pronunciato alcune parole.


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Tags: Bahar Ic-CaghaqIn evidenzatentato omicidiowhite rocks
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