Per tre giorni Malta si staccherà dalla rete elettrica europea. Enemalta e Interconnect Malta hanno infatti annunciato la sospensione temporanea del primo elettrodotto sottomarino che collega l’arcipelago alla Sicilia (operativo dal 2015 e noto come IC1) per consentire l’esecuzione di lavori di ingegneria civile presso la sottostazione di Ragusa direttamente collegati al cantiere del secondo cavo in costruzione. Le date precise del fermo non sono state comunicate, ma le autorità hanno precisato che l’interruzione avverrà in una finestra operativa ritenuta adeguata a minimizzare i disagi.
Il motivo tecnico è preciso: la società italiana Terna Energy Solutions, incaricata dei lavori preparatori presso la stazione terminale di Ragusa, avvierà l’installazione di un nuovo quadro ibrido da 220kV nell’area della sottostazione, dopo aver completato le fondamenta del reattore dello stesso voltaggio. L’intervento richiede la deviazione di alcuni cavi di controllo dell’IC1 che transitano nella zona interessata dai lavori. Per ragioni di sicurezza, si è dunque deciso di spegnere il cavo per l’intera durata delle operazioni.
Le autorità hanno tenuto a rassicurare la popolazione: la sospensione dell’IC1 non comporterà interruzioni nella fornitura di energia elettrica. Le unità di generazione della centrale di Delimara saranno portate in stato di prontezza operativa per subentrare integralmente durante i tre giorni di fermo. Enemalta ha precisato che l’operazione è stata pianificata con largo anticipo in coordinamento con Interconnect Malta e con il gestore italiano della rete di trasmissione.
Lo “stop” temporaneo va letto nel contesto più ampio di un’opera infrastrutturale di portata storica per Malta. Il secondo elettrodotto (IC2) è un cavo ad alta tensione in corrente alternata da 225 megawatt e 122 chilometri di lunghezza, di cui 99 sottomarini, che correrà in parallelo all’IC1 collegando Maghtab a Ragusa. Il progetto è gestito da Interconnect Malta, società interamente pubblica, e cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027, nonché la più grande operazione FESR mai finanziata a Malta. L’entrata in servizio è attesa entro la fine del 2026.
Quando sarà attivo, l’IC2 aumenterà significativamente la capacità di importazione di energia dalla rete europea, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili generati localmente e aprendo la strada a una quota crescente di energia rinnovabile. Il progetto si inserisce nella strategia energetica del governo maltese per il 2030 e negli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine, che includono anche un parco eolico offshore da 300 megawatt e un sistema di accumulo su batterie su larga scala. Il quadro ibrido la cui installazione richiede il fermo temporaneo dell’IC1 avrà una funzione di flessibilità: consentirà di collegare un reattore di riserva da 220kV indifferentemente all’uno o all’altro elettrodotto, in caso di manutenzione su uno dei due.
(photo credits: Interconnect Malta)
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