Quasi settecento interventi in poco più di due giorni, con una media di un’emergenza ogni cinque minuti circa. È il bilancio del passaggio della tempesta Harry su Malta, che ha spinto le forze dell’ordine e i servizi di emergenza a un lavoro incessante per far fronte ai danni provocati da venti che hanno raggiunto forza 9.
Dal 19 gennaio fino a mezzogiorno di mercoledì 21 gennaio, le forze disciplinate sono state impegnate in 700 interventi, per lo più gestiti dalla Protezione Civile (502 casi), tra alberi sradicati, cartelloni pubblicitari pericolanti, rischi elettrici, auto e rifiuti incendiati, sversamenti di carburante e altri episodi legati ai devastanti effetti della tempesta.
La Polizia, invece, è intervenuta in 86 casi, offrendo supporto a persone rimaste intrappolate nei veicoli, automobili trascinate via dalla furia dell’acqua, strade ostruite da detriti, cavi elettrici penzolanti e oggetti pericolosamente sospesi nel vuoto, oltre ai danni causati dalla caduta di alberi sulle auto, di materiali edili precipitati dall’alto e poi balconi e vetrate finiti in frantumi.
Anche le Forze Armate maltesi sono scese in campo, dispiegate sia a supporto della Protezione Civile ma soprattutto negli interventi in mare, in particolare per assistere imbarcazioni in difficoltà. In parallelo, gli agenti della LESA sono intervenuti in 74 incidenti verificatisi sulle strade del Paese.
Secondo il governo, le misure preventive annunciate lunedì sera e «comunicate efficacemente alla popolazione» hanno contribuito in modo decisivo a contenere le conseguenze del maltempo. Nonostante le centinaia di segnalazioni di danni, la tempesta non ha provocato vittime né si sono registrati gravi incidenti. Anche l’utilizzo del numero di emergenza 112, sottolineano le autorità, è avvenuto «in modo responsabile» dalle centinaia di persone che hanno richiesto assistenza.
Il ministro degli Interni ha ringraziato tutti gli operatori impegnati sul campo e ha espresso solidarietà alle famiglie e alle attività flagellate dai danni. «Il lavoro delle forze disciplinate e di molti altri enti continuerà fino al pieno ritorno alla normalità», ha dichiarato Byron Camilleri, rinnovando l’appello alla prudenza: «Le condizioni restano insidiose e sulle strade persistono diversi pericoli».
Un monito ribadito anche dal direttore generale della Protezione Civile, Peter Paul Coleiro, che invita a evitare ancora le zone costiere. Nonostante l’attenuarsi del vento, il mare rimane molto agitato e potenzialmente pericoloso. Le operazioni di messa in sicurezza proseguono e, assicurano le autorità, l’assistenza sarà garantita per chiunque ne abbia bisogno.
(in copertina, da sinistra: Civil Protection Department, Transport Malta)
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