Stop a nuovi hotel fuori dai limiti urbanistici, stretta sugli affitti brevi e spinta verso un turismo di qualità. È questa la linea delle nuove norme sul settore ricettivo introdotte dal governo con il Tourism Accommodation Regulations 2026, che ridisegna in modo organico le direttive per tutte le tipologie di alloggio turistico.
Ad annunciarle è stato il vicepremier e ministro degli Esteri e del Turismo Ian Borg, sottolineando la necessità di orientare il settore verso standard più elevati e sostenibili. Tra le novità più rilevanti, le autorità non valuteranno favorevolmente progetti alberghieri – nuovi o in ampliamento – che superano i limiti di altezza previsti dai piani urbanistici.
Il cambio di rotta riguarda anche le dimensioni e la qualità delle strutture: non saranno presi in considerazione hotel con oltre 200 camere o con classificazione inferiore alle tre stelle. Un’impostazione che punta a scoraggiare il turismo di massa e a favorire investimenti in strutture più curate e di fascia medio-alta.
Regole più stringenti anche per le guest house, che potranno nascere solo in aree di conservazione urbana o in edifici di pregio architettonico, a condizione che ne venga tutelata l’identità storica.

Parallelamente, la riforma introduce nuovi obblighi per gli affitti brevi. I proprietari dovranno esporre all’ingresso un cartello con il numero di licenza rilasciato dall’autorità e il contatto di una persona reperibile tutti i giorni, 24 ore su 24, per eventuali segnalazioni. Nei condomini, tali informazioni dovranno essere comunicate anche agli amministratori, mentre diventa obbligatorio dotarsi di un piano per la gestione dei rifiuti. Prevista pure una stretta sulle irregolarità: chi opera senza licenza rischia, oltre alle sanzioni, una sospensione fino a tre anni dall’attività.
Accanto ai vincoli, la riforma introduce anche incentivi mirati, soprattutto per quanto riguarda il recupero del patrimonio storico. Nuovi strumenti come l’“Heritage Label” e il “Diffuso Label” permetteranno di sviluppare strutture ricettive di qualità all’interno di edifici storici, anche distribuiti su più immobili nella stessa area. Per la prima volta, entrano inoltre nella normativa le categorie “boutique” e “luxury boutique”, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta di fascia alta.
Le nuove regole nascono dopo un ampio processo di consultazione con operatori del settore, enti pubblici e comunità locali. Per il governo si tratta di una svolta strategica: mantenere il turismo come pilastro dell’economia, ma con un modello più sostenibile, regolato e orientato al valore, piuttosto che ai grandi numeri.
(in copertina, immagine di repertorio)
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