Cambiano le regole su cognomi, registrazioni delle nascite e altri certificati ufficiali, con l’obiettivo dichiarato di snellire la burocrazia, ridurre i costi e rendere il sistema più “moderno” e a portata del cittadino. È il cuore della riforma del Registro Pubblico annunciata dal governo che introduce una serie di novità, tra cui l’eliminazione del limite di cinque anni per le coppie sposate prima del 2021 che intendono modificare il cognome acquisendo quello del coniuge o aggiungendolo al proprio.
Parallelamente, viene introdotto un nuovo meccanismo per la certificazione delle nascite in differenti situazioni familiari, consentendo ai genitori biologici di registrare direttamente il figlio anche quando la madre è ancora legalmente sposata con un’altra persona.
Novità anche per i certificati di morte: nei casi più delicati, la causa del decesso non sarà più visibile pubblicamente, pur restando registrata negli archivi ufficiali. Interventi mirati riguardano inoltre il sistema delle adozioni, con l’obiettivo di eliminare incongruenze e garantire un riconoscimento corretto dei genitori biologici.
A presentare il pacchetto di riforme è stato il ministro dell’Interno, Byron Camilleri, che ha sottolineato come queste modifiche rispondano a un principio chiave: migliorare concretamente la vita delle persone, anche attraverso interventi mirati su situazioni specifiche ma rilevanti per chi le vive. La riforma prevede anche una riorganizzazione interna del Registro Pubblico, con una distinzione più chiara tra le diverse sezioni operative e l’introduzione di figure dirigenziali dedicate per garantire maggiore efficienza e uniformità tra Malta e Gozo.
Un capitolo centrale riguarda la digitalizzazione: sarà introdotto un sistema elettronico che permetterà ai notai di trasmettere gli atti online, riducendo, a detta del governo, tempi e costi. Già avviata una prima fase per l’accesso digitale alle ricerche sui testamenti, il servizio sarà progressivamente esteso. Prevista inoltre la semplificazione delle pratiche immobiliari, con l’eliminazione dei pagamenti duplicati a favore di una tariffa unica.
Le modifiche includono anche nuove disposizioni sull’utilizzo dei caratteri negli atti ufficiali, che dovranno rispettare l’alfabeto latino standard insieme ai caratteri maltesi, con eventuali translitterazioni per altri sistemi di scrittura. Secondo il Ceo dell’agenzia Identità, Edric Zahra, si tratta di un passo concreto verso servizi pubblici «più moderni, accessibili e in linea con le esigenze attuali».
(photo credits: DOI)
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