Una presenza costante, capace di offrire supporto, informazioni e sostegno quando la vita viene improvvisamente scossa da un tragico evento. È questo l’obiettivo del Police Support Response Team (SRT), la nuova unità istituita all’interno del Corpo di Polizia per assistere, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, le famiglie delle vittime della strada o di reati gravi nei momenti di maggiore shock e vulnerabilità.
Il team opera in stretto coordinamento con la Victim Support Agency, l’agenzia creata cinque anni fa per rafforzare l’attenzione nei confronti delle vittime, affiancando il lavoro tradizionalmente rivolto agli autori dei reati.
Gli agenti dell’SRT, spiega il Ministero dell’Interno, sono stati adeguatamente formati per intervenire in supporto alla polizia nelle situazioni più critiche, nello specifico nel caso di incidenti stradali mortali, omicidi, suicidi, catastrofi e altri eventi critici.
Il loro ruolo è quello di fungere da punto di riferimento umano e informativo tra gli inquirenti e i familiari delle vittime, offrendo supporto emotivo, assistenza pratica e spiegazioni chiare sui passaggi successivi. Con il consenso degli interessati, indirizzano inoltre verso servizi di sostegno specialistici e accompagnano le famiglie anche nei procedimenti giudiziari.
Un elemento chiave del progetto è la continuità: lo stesso agente incaricato di comunicare la notizia e affiancare i familiari nelle prime delicate ore dopo l’evento traumatico, sarà il loro riferimento anche nelle fasi successive, seguendo l’evolversi della situazione secondo le esigenze di ciascun nucleo. Un modello ispirato alle migliori pratiche internazionali, riferisce il Ministero, adattato al contesto locale grazie ad una formazione specialistica curata da un ufficiale britannico con esperienza diretta nel supporto alle vittime.
Dal giugno 2025, il Support Response Team ha già assistito 310 persone, mentre 46 sono state indirizzate a servizi di supporto aggiuntivi. Numeri che, secondo il ministro dell’Interno Byron Camilleri, testimoniano un cambiamento profondo nella cultura della Polizia. «La comunità è fatta di persone – ha dichiarato – e un servizio moderno deve rispondere ai loro bisogni, soprattutto nei momenti più duri. La prevenzione resta centrale, ma dobbiamo essere presenti anche quando accadono eventi che segnano profondamente la società».
Sulla stessa linea il commissario di Polizia Angelo Gafà, che ha ricordato come per anni l’attenzione si sia concentrata quasi esclusivamente sui sospettati. «Negli ultimi anni – ha spiegato – abbiamo scelto di rimettere le vittime al centro. L’SRT è un passo ulteriore in questa direzione».
A guidare la squadra è la sovrintendente Sylvana Gafà, che ha sottolineato la dimensione umana del servizio: «Dare una notizia drammatica e restare accanto a chi la riceve richiede competenze specifiche, ma soprattutto sensibilità. Non si tratta solo di informare, ma di accompagnare le persone lungo un percorso spesso complesso e doloroso».
L’iniziativa rientra nella strategia 2025–2030 dedicata al Corpo di Polizia, Safer Communities, Smarter Policing, che punta sulla tutela delle persone vulnerabili e sul rafforzamento della fiducia tra cittadini e forze dell’ordine.
(photo credits: DOI / Ministero dell’Interno)
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