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Ristrutturazione fai da te finisce in tribunale: condannato vicino molesto

In aula il calvario della coppia che ha documentato mesi di rumori e disagi

di Redazione
1 Marzo 2026
in Giudiziaria
Tempo di lettura:3 mins read
0

Per circa sei mesi il rumore di trapani, martelli e oggetti trascinati a terra avrebbe scandito le giornate – e talvolta le festività – di una famiglia di St. Paul’s Bay, trasformando la convivenza in condominio in un braccio di ferro finito in tribunale. Protagonista della vicenda è Christopher Galea, 49 anni, ritenuto dalla Corte colpevole di molestie nei confronti dei vicini dell’appartamento sottostante: una coppia con una bambina affetta da autismo.

Secondo quanto ricostruito in aula, l’uomo avrebbe portato avanti personalmente la ristrutturazione completa del proprio bagno, un intervento iniziato a fine febbraio 2024 e concluso soltanto a fine agosto dello stesso anno. Un cantiere domestico prolungato, svolto “a poco a poco”, compatibilmente con due impieghi lavorativi – uno a tempo pieno e l’altro part-time – e quindi spesso concentrato nei fine settimana e nei giorni festivi.

I vicini hanno parlato di una campagna di rumori “sistematica”: sedie trascinate sul pavimento, forti colpi, fischi percepiti come provocatori quando si accendeva la luce nella stanza degli ospiti, segnale – secondo la loro ricostruzione – che qualcuno era presente in casa.

A sostegno delle accuse, la coppia ha consegnato dodici pagine di annotazioni con date e orari delle presunte molestie, registrazioni audio su supporto digitale e documentazione sugli orari di lavoro dell’imputato, nel tentativo di dimostrare la coincidenza tra la sua presenza in casa e gli insopportabili rumori contestati.

Tra gli episodi posti agli atti, quello del 6 maggio 2024. La denunciante ha raccontato che lei e il marito stavano aiutando la figlia con i compiti: un momento delicato, che talvolta li spinge ad alzare la voce per attirare l’attenzione della bambina. In quel frangente, ha riferito, dall’appartamento superiore sarebbero arrivati tre colpi secchi sul pavimento, battuti con una sedia. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso», ha spiegato in aula, sottolineando come la tolleranza mostrata fino a quel momento nei confronti dei lavori di ristrutturazione del vicino non fosse stata affatto ricambiata.

Nei giorni successivi la situazione non sarebbe migliorata, nonostante un richiamo formale delle forze dell’ordine. Secondo l’accusa, i lavori sarebbero proseguiti con modalità tali da incidere in modo significativo sulla qualità della vita della famiglia sottostante.

Scegliendo di testimoniare, Christopher Galea ha rivendicato la “normalità” del proprio comportamento, sostenendo che in edifici costruiti con determinate caratteristiche strutturali anche il minimo rumore si propaga facilmente. Ha spiegato di aver scelto di eseguire da sé la ristrutturazione per contenere i costi, aggiungendo che in un condominio “il rumore è inevitabile”.

«Tutte le nostre case a Malta, a meno che non si viva in una villa o in una casa colonica, non appena si colpisce con il martello, il rumore si sente da ogni dove» ha affermato Galea.

Il tribunale ha tuttavia richiamato il principio del “bonus pater familias”, ritenendo che una persona ragionevole avrebbe cercato un accordo preventivo con i vicini, organizzando i lavori in modo da ridurre al minimo il disagio, soprattutto in presenza di una minore con esigenze particolari.

Ascoltate le varie tesi, il giudice ha ritenuto fondata e provata la condotta molesta, evidenziando come l’imputato avrebbe dovuto rendersi conto delle sofferenze arrecate ai vicini, specie dopo l’intervento della polizia. È stato invece assolto dalle accuse relative ai rumori notturni e alla diffusione di musica ad alto volume, ritenute non sufficientemente dimostrate o non pertinenti alla normativa contestata.

Christopher Galea è stato infine condannato a nove mesi di reclusione con sospensione della pena per due anni. È stato inoltre disposto un ordine di protezione della durata di un anno, che gli vieta di avvicinarsi o molestare i vicini, con una sanzione pecuniaria in caso di violazione.


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Tags: condominioristrutturazioneSt Paul's BayTribunale
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