Quattro persone sono state poste in custodia cautelare dopo la convalida del fermo per un presunto traffico di droga scoperto in un’abitazione di Manikata, al termine di un’indagine durata settimane. In aula si sono dichiarati non colpevoli Alessia Di Pasquale, italiana di 30 anni, e i tre cittadini rumeni Teodor Laurentiu Barbulescu (39 anni), Alexandru Marian Basa (37) e Florin Serbanescu (37).
Le contestazioni sono pesanti: detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, coltivazione di cannabis e concorso in associazione a delinquere che, secondo l’accusa, avrebbe operato in modo strutturato per la distribuzione di droga sull’arcipelago.
Il caso nasce da alcune segnalazioni raccolte nei mesi scorsi su movimenti sospetti attorno a un’abitazione situata a Manikata. Da qui l’avvio di un’attività di sorveglianza prolungata, durante la quale gli investigatori hanno documentato un via vai ritenuto anomalo sia nelle ore diurne che notturne, oltre alla presenza di piante di presunta cannabis.
Nel corso degli accertamenti, l’attenzione si è concentrata inizialmente sulla Di Pasquale e Serbanescu, visti entrare e uscire frequentemente dall’immobile e in contatto con diversi soggetti. Successivamente sono stati identificati anche gli altri indagati.
Il blitz è scattato martedì 14 aprile, quando gli agenti hanno fatto irruzione nell’abitazione arrestando i quattro individui sopra citati, insieme ad un quinto soggetto di nazionalità libanese di 36 anni, successivamente rilasciato.
Durante la perquisizione sono stati sequestrati ingenti quantitativi di droga: migliaia di pasticche di ecstasy, MDMA, cocaina, ketamina, LSD, metanfetamine, cannabis in varie forme, oltre a funghi allucinogeni. Trovati anche contanti e apparecchiature elettroniche ritenute rilevanti per le indagini.
Gli inquirenti ritengono che l’attività non fosse isolata e non escludono il coinvolgimento di altre persone. L’ipotesi è quella di una rete più ampia, con possibili collegamenti oltre i confini nazionali. In aula nessuno degli imputati ha avanzato richiesta di libertà provvisoria in questa fase e il giudice ha disposto la custodia cautelare per tutti, oltre al sequestro preventivo dei beni.
Particolare attenzione è stata posta sulla posizione della Di Pasquale, incinta e prossima al parto entro una manciata di settimane, oltre che affetta da patologie segnalate durante l’udienza. Una richiesta formale per eventuali misure alternative potrebbe essere presentata in seguito. Le indagini proseguono per chiarire l’eventuale estensione del presunto traffico e identificare altri possibili membri della rete.
(photo credits: Malta Police Force)
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