Sono comparsi in tribunale Jan Hein Loonen, 54 anni, olandese, e Hicham Berrahdani, 43 anni, imprenditore marocchino residente a Malta, entrambi accusati di vari reati, tra cui importazione e traffico di droga nell’ambito di quella che la polizia descrive come una rete di criminalità organizzata transnazionale. Il tribunale ha rigettato le richieste di scarcerazione disponendo la custodia cautelare e il sequestro dei rispettivi beni. Entrambi hanno respinto le accuse.
Loonen era arrivato a Malta martedì sera, 17 marzo, a bordo di un volo proveniente da Bruxelles. Il suo soggiorno sull’isola avrebbe dovuto essere di breve durata, ma gli investigatori avevano già maturato fondati sospetti sul reale scopo della visita. Fermato dagli agenti doganali all’uscita dall’aeroporto, è stato sottoposto a una perquisizione che ha portato al ritrovamento di circa un chilo di presunta cocaina, parte della quale occultata direttamente nei pantaloni, il cui valore, secondo le stime, supera i 130.000 euro.
Immediatamente dopo il fermo di Loonen, la polizia ha avviato una seconda operazione. Utilizzando il telefono e i contatti del presunto “mulo della droga” appena arrestato, gli investigatori hanno inviato messaggi controllati a Berrahdani, con cui veniva concordato il luogo e le modalità della consegna della cocaina in un hotel. L’uomo non si è mai presentato all’appuntamento, ma il mancato contatto ha comunque orientato le ricerche verso di lui, individuato nella zona di Swatar dove è stato fermato e la sua abitazione passata al setaccio.
La perquisizione ha portato al sequestro di oltre 45.000 euro in contanti, una Maserati, orologi, gioielli, capi di abbigliamento, scarpe e borse di valore. Secondo l’accusa, i beni sono riconducibili ad attività di riciclaggio e traffico di stupefacenti.
Nel rigettare l’istanza di scarcerazione del Berrahdani, il tribunale ha accolto le argomentazioni dell’accusa: le indagini sono in fase iniziale, esiste un concreto rischio di inquinamento probatorio e la presenza di diversi testimoni civili collegati all’indagine lascia intravedere una rete più ampia di soggetti coinvolti nel traffico di stupefacenti e nel riciclaggio. Il timore che l’imputato potesse fuggire da Malta ha costituito un ulteriore elemento a supporto della custodia cautelare. Confermati anche il sequestro e il congelamento dei beni di entrambi gli imputati.
(photo credits: Malta Police Force)
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