Si conclude con una condanna a quindici mesi di carcere e una lunga interdizione dagli stadi il procedimento a carico di Jurgen Pisani, 33 anni, ex capitano della squadra di calcio del Santa Lucija, ritenuto responsabile di aver tentato di truccare una partita decisiva della Premier League maltese.
Il tribunale lo ha riconosciuto colpevole del reato di manipolazione di un evento sportivo, assolvendolo invece dall’accusa di non aver denunciato l’illecito. Una decisione che segna una netta discontinuità rispetto a quanto stabilito in precedenza dagli organi disciplinari della federcalcio maltese, che avevano escluso responsabilità a suo carico. Alla pena detentiva si aggiunge una sanzione sportiva particolarmente severa: dieci anni di interdizione da qualsiasi attività sportiva, oltre al divieto di accesso agli impianti e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Sotto ai riflettori c’è l’incontro del 3 maggio 2024 tra le squadre del Santa Lucija e del Birkirkara, ultima giornata di campionato. Un incontro privo di conseguenze per il Birkirkara ma decisivo per gli avversari, impegnati nella corsa salvezza. Il match si concluse sul 2-2, risultato che sancì la retrocessione del Santa Lucija.
Determinante è stata la testimonianza dell’attaccante brasiliano del Birkirkara, Maxuell Maia, che ha raccontato di essere stato avvicinato in prima battuta in campo da Steve Pisani, in quel momento avversario da battere ma in precedenza ex compagno di squadra allo Gzira United, che lo avrebbe invitato a “non spingere troppo”, ma senza offrirgli alcuna somma di denaro.
Poco dopo, sempre secondo il teste, sarebbe intervenuto direttamente l’altro avversario, l’imputato Jurgen Pisani, offrendogli 2.000 euro per non segnare, insistendo più volte per ottenere una risposta e cercando di coprirsi la bocca con le mani per evitare di farsi scoprire. Maia ha riferito di non aver accettato e di aver segnalato immediatamente l’accaduto alla dirigenza del club.
Le verifiche successive, avviate anche grazie a una segnalazione interna al club, hanno portato all’apertura di un’indagine. Tra gli elementi ritenuti rilevanti, la cancellazione di alcune conversazioni via chat tra i due Pisani nei giorni precedenti alla partita. Un comportamento che il tribunale ha giudicato sospetto, soprattutto alla luce delle spiegazioni considerate contraddittorie fornite dall’imputato.
Jurgen Pisani ha sempre negato ogni addebito, sostenendo di non aver mai fatto offerte né avuto contatti “sospetti” durante la gara. La difesa ha anche ipotizzato un fraintendimento linguistico o addirittura un tentativo di danneggiare il giocatore o il club.
Il tribunale ha tuttavia respinto le tesi, ritenendo la versione di Maia coerente e credibile, rafforzata dal fatto che l’attaccante ha distinto chiaramente i ruoli dei due giocatori, attribuendo solo a Jurgen Pisani l’offerta di denaro.
Nelle motivazioni, i giudici hanno sottolineato la gravità dei reati legati al procedimento, evidenziando la necessità di tutelare l’integrità dello sport. A pesare è stata anche la posizione dell’imputato, all’epoca dei fatti sì incensurato, ma anche capitano del Santa Lucija e pubblico ufficiale impiegato come insegnante supplente dal Ministero dell’istruzione e dello sport.
Quanto a Steve Pisani, che ha ammesso di aver parlato con Maia durante la gara negando però qualsiasi intento illecito, il tribunale ha giudicato la sua versione poco plausibile. Gli atti della sentenza sono stati trasmessi alle autorità competenti per valutare eventuali profili di responsabilità anche a suo carico.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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