Un presunto traffico di droga tra Sicilia e Malta basato su frequenti viaggi e scambi sospetti: è questo lo scenario che vede quattro persone – due italiani e due maltesi – imputate in relazione al sequestro di un carico di cocaina dal valore stimato di circa 600mila euro.
Alla sbarra la coppia di catanesi Agatino Claudio Roberto, 49 anni, e Daniela Portale, 42 anni, insieme ai maltesi Keith Spiteri, 26 anni di Gudja, e Jide Mallia, 26 anni di Santa Lucija. Tutti hanno respinto le accuse. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo si sarebbe mosso lungo una rotta consolidata tra le due isole, monitorata per mesi attraverso appostamenti in particolare nell’area del porto di Marsa e nella zona di Gudja. Proprio qui sarebbero avvenuti diversi passaggi di borse e veicoli, ritenuti centrali nella presunta rete criminale.
L’intervento decisivo è scattato il 3 marzo, quando gli agenti hanno assistito a uno scambio sospetto in Triq Bir Miftuh, a Gudja, tra Roberto, Portale e Spiteri, fermati subito sul posto. Poco dopo è sopraggiunto anche Mallia a bordo della propria auto: alla richiesta di fermarsi, avrebbe tentato di allontanarsi facendo retromarcia, urtando un veicolo delle forze dell’ordine e un’auto in sosta, prima di essere bloccato.
Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori hanno esaminato l’auto appena arrivata dalla Sicilia con a bordo i due catanesi, scoprendo un vano nascosto ricavato dietro il passaruota anteriore con all’interno diversi panetti di cocaina, 12,5 chili in tutto. Secondo gli inquirenti, si trattava di un sistema di occultamento sofisticato, ottenuto modificando alcune componenti del veicolo rispetto alla sua configurazione originale.
Agli inquirenti Agatino Claudio Roberto avrebbe riferito di aver svolto il ruolo di corriere, raccontando di aver effettuato undici viaggi tra dicembre e marzo. Ogni volta — questa la sua versione — ritirava un’auto con le chiavi lasciate sotto il tappetino, la conduceva fino a Malta e la consegnava a Keith Spiteri. In cambio avrebbe ricevuto mille euro per ogni traversata.
Il copione, sempre secondo il suo racconto, si ripeteva: dopo la consegna, lui e la Portale venivano accompagnati in zona turistica, dove attendevano il momento di ripartire. Al ritorno, ritrovavano l’auto con il compenso lasciato all’interno. Daniela Portale, che ha negato di aver mai ricevuto denaro, ha dichiarato di aver inizialmente creduto che i viaggi fossero legati alla ricerca di lavoro del compagno, ammettendo però di aver iniziato a maturare sospetti nelle trasferte più recenti.
Diversa la posizione degli altri due imputati, entrambi percettori di sussidi: sia Keith Spiteri sia Jide Mallia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Le indagini hanno comunque ricostruito una serie di spostamenti tra Malta e la Sicilia nei mesi scorsi, oltre a contatti e incontri ritenuti significativi dagli investigatori che ipotizzano la presenza di una rete criminale dedita al traffico di stupefacenti tra le due isole. Nel corso delle perquisizioni, nell’abitazione di Spiteri sono stati trovati materiali compatibili con il confezionamento, mentre nell’auto di Mallia sono stati sequestrati attrezzi ritenuti utili allo smontaggio di parti meccaniche. Nulla di rilevante, invece, è emerso nella sua abitazione.
(photo credits: Malta Police Force)
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