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Sette autobombe in sei anni e l’ombra lunga della mafia maltese

di Giovanni Guarise
14 Luglio 2017
in Nera
Tempo di lettura:3 mins read
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Restano ancora avvolti nel mistero i sette casi di automobili esplose a partire dal 2011, cinque dall’inizio dello scorso anno. Secondo gli ultimi elementi raccolti dagli investigatori, gli episodi sono probabilmente legati alla criminalità organizzata, la cui presenza nel territorio maltese non rappresenta di certo una novità, come ha ammesso anche il ministro degli Affari Interni, Michael Farrugia.

Il Governo vuole vederci chiaro, soprattutto dopo l’agguato dello scorso febbraio lungo Marina Street, a Msida, in cui ha perso le gambe Romeo Bone, 40enne ben noto alle forze dell’ordine per essere legato a numerosi episodi di criminalità avvenuti nel corso dell’ultimo decennio. Nel punto dell’esplosione era transitato con la propria auto, soltanto 15 minuti prima, anche il Primo Ministro Joseph Muscat.

Gli sviluppi della vicenda sono stati però deludenti. Dopo tanto clamore, l’attenzione dell’opinione pubblica maltese si è spostata ben presto sulle elezioni generali, e le terribili immagini della vittima rimasta priva degli arti inferiori, diffuse dalla stampa locale, sono diventate soltanto un ricordo. Anche sul fronte delle indagini non sono emerse novità sostanziali.

A riportare l’attenzione sono state le recenti dichiarazioni rilasciate da un portavoce della Polizia a un quotidiano locale. Secondo questo breve resoconto, le indagini sarebbero in evoluzione, con approfondimenti e sviluppi che non possono essere resi noti per il buon esito finale delle indagini. I progressi quindi non mancherebbero, nonostante i casi non siano stati risolti e i colpevoli non abbiano ancora un nome.

Stando alla dinamica dei fatti, le esplosioni avvenute dal 2011 ad oggi non sarebbero tutte legate tra di loro, ma riconducibili a un “modus operandi” che ultimamente si sta diffondendo per atti di crimine o intimidazione. Anche sulla produzione degli ordigni esplosivi, non si può concludere che vi siano coinvolte le stesse persone: vista la difficoltà a reperire sul territorio i vari componenti, non si esclude che le bombe siano state prodotte all’estero. Al contrario di quanto aveva sostenuto in precedenza l’ispettore e presidente del sindacato di polizia, Sandro Camilleri, secondo il quale il materiale utilizzato sarebbe stato facilmente reperibile da una fabbrica di fuochi d’artificio del posto. Ma gli investigatori non hanno potuto confermare questa ipotesi.

Restano quindi top secret i risultati di analisi specifiche avviate da esperti in materiali esplosivi, così come le informazioni riservate sui tre uomini che sono sopravvissuti alle esplosioni: Keith Galea e Josef Cassar, oltre al più noto Romeo Bone.

Per il caso di Martin Cachia, morto nell’esplosione avvenuta a Marsascala nel gennaio 2016, era invece emerso l’interrogativo se la vittima stesse trasportando la bomba o se fosse il bersaglio degli attentatori: non essendoci tuttavia prove inequivocabili sulla prima ipotesi, Cachia viene considerato dalla polizia come la vittima di un omicidio.

Certo è soltanto che non è stato chiamato nessun investigatore straniero specializzato per fornire assistenza, ma sono stati presi contatti con le organizzazioni internazionali Interpol ed Europol, che si occupano della cooperazione tra le forze di polizia per il contrasto al crimine internazionale. L’esecutivo guidato da Muscat ha infine avviato una riflessione su possibili modifiche legislative mirate a rafforzare le indagini sulla criminalità organizzata, o eliminare eventuali ostacoli presenti nella legislazione in vigore.

(La foto è della Community and Media Relations Unit della Polizia di Malta)

Questo è il riepilogo delle sette esplosioni verificatesi dal 2011 ad oggi:

— 16 novembre 2011: in Canon Bonnici Street, ad Hamrun, una bomba esplosa vicino a una scuola ha colpito Keith Galea, appena uscito di carcere per il coinvolgimento in affari di prostituzione

— 1 giugno 2014: Darren Degabriele è stato fatto saltare in aria all’interno della sua auto mentre guidava sulla strada che collega Marsaxlokk a Żejtun

— 16 gennaio 2016: Martin Cachia è morto all’istante quando una bomba è esplosa all’interno della vettura Alfa Romeo che stava guidando a Marsascala. Cachia era comparso più volte in tribunale per processi su affari di droga, contrabbando di sigarette e traffico di esseri umani.

— 26 settembre 2016: una bomba piena di viti e sfere in metallo è esplosa all’interno di un furgone lungo Aldo Moro Road, a Marsa, ferendo gravemente il conducente Josef Cassar.

— 31 ottobre 2016: l’uomo d’affari John Camilleri, conosciuto come Giovanni Tas-Sapun, è stato ucciso nell’esplosione del suo Mitsubishi Pajero in Triq Paderborn, a St. Paul’s Bay.

— 29 gennaio 2017: Victor Calleja, conosciuto anche come Ic-Chippu, è morto all’interno della sua auto esplosa a Marsa.

— 20 febbraio 2017: Romeo Bone ha perso entrambe le gambe nell’esplosione lungo Marina Street, a Msida.

Tags: attentatoAutobombacriminalità organizzata
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