Un corso obbligatorio su lingua e cultura maltese per ottenere permessi di soggiorno più lunghi. È la nuova misura introdotta dal Ministero degli Interni, della Sicurezza e dell’Occupazione, nell’ambito della strategia delineata dalla Malta Labour Migration Policy.
Il programma, rivolto ai lavoratori provenienti da Paesi terzi già presenti sull’arcipelago, punta a rafforzare il livello di integrazione e competenze di chi è impiegato nel mercato del lavoro locale. Il syllabus è stato predisposto direttamente dal Ministero e potrà essere erogato da tutte le istituzioni autorizzate.
La partecipazione al corso sarà obbligatoria e culminerà in un esame finale, coordinato dal dipartimento governativo competente. Le iscrizioni potranno essere effettuate tramite il portale di Identità, l’agenzia che gestisce i servizi legati ai documenti e ai permessi.
Il completamento del percorso formativo rappresenta uno dei requisiti chiave per ottenere un rinnovo del permesso di lavoro più lungo. In particolare, i lavoratori potranno accedere a un’estensione biennale (rispetto al rinnovo annuale) a condizione di aver seguito una formazione adeguata o di aver superato con successo il corso e l’esame previsti.
Secondo il ministro Byron Camilleri, l’obiettivo è duplice: migliorare l’integrazione sociale dei lavoratori stranieri e garantire maggiore stabilità al mercato del lavoro. «Chi viene a lavorare nel nostro Paese ha l’obbligo di adattarsi a noi, e non viceversa», ha sottolineato, evidenziando come la formazione rappresenti un passaggio essenziale per ottenere condizioni contrattuali più favorevoli.
Il contenuto del corso spazia dalla conoscenza della lingua maltese e inglese agli aspetti culturali e civici, fino alla consapevolezza giuridica e allo sviluppo personale e professionale. Un percorso particolarmente rilevante per i lavoratori impiegati in mansioni a bassa qualificazione, per i quali il superamento dell’esame diventa determinante ai fini del rinnovo.
Diverso il discorso per i profili più qualificati, per i quali l’estensione del permesso potrà essere concessa sulla base della formazione già acquisita. Nei programmi speciali – come il Key Employment Initiative (KEI), il Special Employment Initiative (SEI) e la direttiva Blue Card – sono previsti rinnovi fino a tre anni, in presenza di contratti di lavoro adeguati.
Le istituzioni formative interessate a offrire il corso dovranno comunicarlo a Jobsplus, l’agenzia nazionale per l’occupazione, che coordinerà le autorizzazioni e il monitoraggio dell’offerta.
La misura si inserisce in un quadro più ampio di riforma della gestione dei flussi di lavoro straniero, con l’intento – dice il governo – di premiare chi investe nella propria integrazione e contribuire a un sistema occupazionale più strutturato e sostenibile.
(photo credits: DOI / Alan Saliba)
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