Dal latino Concistorium, che significa “assemblea”, “consiglio”, è l’assemblea formale dei cardinali convocata e presieduta dal Papa, che mira a riunire il Collegio Cardinalizio con lo scopo di confrontarsi, discutere e deliberare su questioni di rilievo per il governo della Chiesa.
Il primo storico Concistoro convocato da Papa Leone XIV, il 7 e l’8 gennaio 2025, ha dato ai Cardinali una chiara visione del nuovo Pontefice per una Chiesa che si prende cura degli altri. Il Pontificato di Leone XIV sta assumendo una forma chiara, quella sinodale, non solo nelle parole ma nei gesti e questo Concistoro lo ha mostrato anche visivamente. Niente file frontali, nessuna contrapposizione tra centro e periferia. Soprattutto, un’opportunità per i Cardinali di conoscersi meglio e per questo motivo “il Collegio Cardinalizio ne è uscito rafforzato”, come ha detto il cardinale marocchino, il salesiano Cristòbal Lopez Romero.
Ma vediamo qual è la storia del Concistoro. Il Diritto Canonico ne prevede di due tipi, ordinario e straordinario: “I Cardinali prestano principalmente aiuto con attività collegiale al Supremo Pastore della Chiesa nei Concistori, nei quali si riuniscono per ordine del Romano Pontefice e sotto la sua presidenza; i Concistori possono essere ordinari e straordinari” (canone 353).
Sebbene se ne possano far risalire le più antiche origini almeno alla prima metà del IX secolo, quale organo di governo in senso stretto, tuttavia, il Concistoro fu stabilito nel XI secolo, competente alla trattazione di tutte le questioni relative alla fede e alla disciplina ecclesiastica, al disbrigo dei normali affari di politica estera ed interna, nonché alla definizione di tutte le cause deferite al giudizio della Sede Apostolica.
La grande importanza di cui il Concistoro ha goduto nel passato è validamente dimostrata dalla frequenza delle sue riunioni, che — fissate da Alessandro III (1159-81) a una volta al mese — vennero portate già da Innocenzo III (1198-1216) a tre volte alla settimana. Tuttavia, a cominciare dalla metà del Cinquecento le convocazioni del Concistoro andarono via via diminuendo d’intensità in seguito alla successiva istituzione delle Congregazioni cardinalizie, quali organi di governo. Ma a ritornare alla vecchia cadenza ci sta pensando S. S. Leone XIV che intende continuare i colloqui con i cardinali almeno una volta all’anno. Il prossimo concistoro, infatti, è previsto per la fine di giugno e i successivi sono previsti una volta all’anno, della durata di 3-4 giorni.
I Concistori si riunivano di regola nel palazzo di residenza del Papa e, dopo il 1870, solo in Vaticano, come avviene ancora oggi. Famosi rimangono comunque alcuni Concistori tenutisi fuori Roma, come quello di Pio IX a Gaeta nel 1849, o addirittura fuori dall’Italia, come quelli di Pio VI e di Pio VII, convocati rispettivamente a Vienna nel 1782 ed a Parigi nel 1804.
Erano ancora, fino a qualche anno fa, di tre tipi: segreto od ordinario, pubblico o straordinario, e semipubblico. Attualmente, come già detto, si sono ridotti a due sole specie, vale a dire ordinario e straordinario, come disposto peraltro dal canone 353 del vigente Codice di diritto canonico. Quello appena conclusosi, convocato da Papa Leone XIV, è stato un Concistoro straordinario.
Continuando la tradizione del passato, i Concistori si riuniscono al secondo piano del Palazzo Apostolico, nell’apposita Sala del Concistoro, con la partecipazione di tutti i cardinali quelli straordinari, che si celebrano quando lo suggeriscono peculiari necessità della Chiesa o per la trattazione di questioni particolarmente gravi; con l’intervento dei soli cardinali – saltem in Urbe versantes — i Concistori ordinari, nei quali il Papa, dopo aver pronunciato un’allocuzione in latino, è solito consultare i suoi naturali consiglieri sui più importanti affari relativi al governo della Chiesa universale, procedere alla creazione e pubblicazione di nuovi cardinali, alla preconizzazione di nuovi arcivescovi, vescovi, prelati ed abati territoriali (già nullius dioeceseos), alla erezione di nuove diocesi, eccetera.
Soltanto quei Concistori ordinari in cui si celebrino particolari solennità possono essere pubblici, in cui, cioè, oltre ai cardinali, vengono ammessi i prelati, i legati delle società civili ed altri che vi siano invitati e, pertanto, il Concistoro si trasferisce nell’Aula Paolo VI o delle Udienze, dove nel frattempo si sono andati raccogliendo i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e le delegazioni dei vari Paesi e delle diocesi dei neocardinali; qui il Concistoro prosegue con un secondo discorso in lingua italiana del Santo Padre, che si appresta quindi a ricevere il giuramento dei nuovi cardinali, a cui impone lo zucchetto e la berretta rossa, ricordando loro il significato di questi indumenti, segni della dignità cardinalizia e simbolo di una vita interamente dedicata al servizio della Chiesa sino all’effusione del sangue, ed assegna infine a ciascuno di essi il titolo o la diaconia, che li immette nel clero romano.
Da tenere presente che, quando il collegio cardinalizio si riunisce per l’elezione di un nuovo pontefice, l’assemblea prende il nome di “conclave” ed è regolata da norme speciali.
(immagine di repertorio)
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