Nella cornice del Palazzo del Gran Maestro, in occasione della commemorazione del 460° anniversario della vittoria del Grande Assedio, data che segna la nascita della festa nazionale del Jum il-Vitorja, il ministro della Cultura Owen Bonnici ha inaugurato la mostra “8 settembre: la prima festa nazionale”, un’esposizione che rende omaggio a tre momenti cardine della storia maltese: la fine del Grande Assedio nel 1565, la capitolazione dei francesi nel 1800 e la dichiarazione di armistizio da parte dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale nel 1943.
La mostra, allestita nella Sala del Trono e visitabile fino al 14 settembre, intreccia arte, reperti e memoria collettiva. In esposizione, affreschi di Matteo Perez d’Aleccio, incisioni, mappe, medaglie e monete del XVI secolo legate alla vittoria sui Turchi; ma anche i tre grandi piatti d’argento donati dagli stessi maltesi agli inglesi per ringraziarli della liberazione dal dominio francese (1798-1800) e un sonetto autografo scritto a mano dalle forze maltesi nell’ambito dei preparativi per le celebrazioni di quell’epoca.

La sezione più recente trasporta invece il visitatore al 1943, quando l’Italia firmò l’armistizio: in mostra una pistola di un ufficiale italiano con fondina, un’immagine della Madonna Bambina dell’Isla venerata durante la guerra, e persino un giornale datato 9 settembre 1943.
«Questa mostra non è solo un viaggio nella storia – ha dichiarato Bonnici – ma un ricordo vivo di come il popolo maltese sia sempre riuscito a rialzarsi nei momenti più difficili. È un tassello fondamentale della nostra identità culturale».
L’iniziativa, curata da Heritage Malta, è arricchita da un catalogo illustrato bilingue e da una nuova pubblicazione dedicata al Gran Maestro Jean de Valette, a firma dello storico Carmel Cassar, disponibile sia online che presso il bookshop del Palazzo. La mostra è aperta ogni giorno dalle 10 alle 18 ed è inclusa nel biglietto della visita al Palazzo del Gran Maestro, accessibile anche alle persone con disabilità motorie.
(photo credits: DOI / Kian Bugeja)
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