Tre cittadini siriani sono stati condannati a 56 mesi di carcere per aver sequestrato e rapinato un uomo incontrato in un locale notturno di Paceville.
I fatti risalgono al marzo 2023 quando, secondo la ricostruzione fornita in aula, gli imputati Saleh Saleh, Mahmoud Farhoud e Mohamed Alkert si avvicinarono alla vittima che stava trascorrendo la serata in compagnia di amici e le puntarono un coltello alla schiena, costringendola ad uscire dal locale e a salire su un’automobile, con la quale il gruppo si diresse verso Pembroke.
La situazione degenerò rapidamente durante il tragitto e, una volta giunti a destinazione, il malcapitato fu colpito ripetutamente alla testa e strangolato, fino a quando, in preda al terrore e temendo per la propria incolumità, consegnò al trio tutti i gioielli in oro che aveva con sé e il telefonino. Quest’ultimo gli fu restituito, accompagnato però da una minaccia esplicita di morte nel caso avesse denunciato l’accaduto alle autorità.
Spinto fuori dall’auto, l’uomo riuscì a contattare gli amici e a rientrare a Paceville, raccontando quanto appena subito a una pattuglia in servizio. Da lì presero il via le indagini che, supportate dai filmati di videosorveglianza e dai riscontri forniti dagli amici della vittima, portarono rapidamente all’identificazione dei responsabili, rintracciati anche attraverso verifiche sui social network.
Si scoprì che parte della refurtiva, composta anche da gioielli di notevole valore economico ed affettivo, era già stata venduta e fusa al momento dell’intervento delle forze dell’ordine, mentre altri preziosi furono recuperati e restituiti alla vittima, risarcita di 3.500 euro dai tre imputati, come imposto dal tribunale dopo la verifica sul valore dei gioielli perduti per sempre.
Nel determinare la pena, la Corte ha valutato la gravità della condotta dei malviventi, il sequestro di persona, la violenza esercitata e l’assenza di qualsiasi cenno di pentimento, sottolineando come il furto sia avvenuto mentre la vittima era trattenuta contro la propria volontà e, nel corso dell’aggressione, abbia riportato lesioni giudicate lievi.
Saleh è stato riconosciuto colpevole anche di porto abusivo di coltello in luogo pubblico ed è stato multato, mentre per Farhoud e Alkert questa accusa non è stata supportata a sufficienza dalle prove. A ciascuno dei tre è stata inflitta una condanna a 56 mesi di carcere, con detrazione del periodo già scontato in custodia cautelare, e la raccomandazione che vengano espulsi dal Paese al termine della pena detentiva.
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