Una multa da 15mila euro e il divieto perpetuo di detenere o convivere con qualsiasi tipo di animale. È la condanna inflitta a Gary Agius, 31enne residente a Rabat, riconosciuto colpevole di avere causato inutili quanto terribili sofferenze a due cani di sua proprietà, trovati in condizioni di abbandono e degrado estremo.
I fatti risalgono al 22 settembre 2023, quando le forze dell’ordine e gli operatori dell’Animal Welfare intervennero, su segnalazione, in un’area rurale nei dintorni di Rabat. All’interno di recinti sporchi ed improvvisati furono rinvenuti due cani da caccia meticci, successivamente identificati tramite microchip come Cikku e Kinu, ridotti a pelle e ossa e in uno stato definito “critico” dalle relazioni redatte dai veterinari e acquisite agli atti.
Gli animali apparivano fortemente denutriti, infestati da zecche, senza alcun riparo che li proteggesse dal calore del sole, costretti a vivere tra fango ed escrementi. Uno dei due non aveva nemmeno dell’acqua a disposizione, l’altro soltanto quella sporca e stagnante. Le verifiche amministrative hanno confermato che entrambi risultavano regolarmente registrati a nome di Agius, che ne era quindi il responsabile a tutti gli effetti.
Le cure veterinarie, rese necessarie con urgenza dopo il sequestro, hanno evidenziato patologie riconducibili a una prolungata condizione di negligenza: uno dei cani era affetto da una malattia trasmessa dalle zecche, mentre l’altro presentava gravi problemi dentali e un evidente stato di incuria generale.
Nel motivare la sentenza, il tribunale ha ritenuto del tutto confutato che l’imputato avesse omesso di garantire le più elementari condizioni di benessere ai propri animali, sottolineando come comportamenti di questo tipo non possano essere tollerati.
Pur tenendo conto dell’assenza di precedenti penali, il giudice non ha potuto non considerare la gravità delle condizioni riscontrate in quei “recinti degli orrori” a Rabat, che si è concretizzata, per Agius, con la condanna al pagamento di una multa da 15mila euro accompagnata dal divieto a vita di possedere animali o di abitare in luoghi dove siano presenti. A carico del 31enne anche tutte le spese relative alle cure veterinarie e al trasferimento dei poveri cani. La decisione, ha sottolineato la corte, intende lanciare un segnale chiaro: la tutela degli animali, in qualità di esseri vulnerabili, è un dovere giuridico quanto civile.
(immagine di repertorio)
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