Una lunga serie di esposti per rumori molesti si è conclusa con una condanna complessiva da quasi 18mila euro di multa per Mario Ciappara, titolare di un bar a St. Paul’s Bay, ritenuto responsabile di aver diffuso musica a tutto volume disturbando i residenti in più occasioni.
Il tribunale ha esaminato dieci distinti episodi segnalati tra il 2023 e il 2024, ma ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato soltanto per quattro occasioni specifiche a causa di vizi procedurali, infliggendo sanzioni per un totale di 17.958 euro.
Al centro del caso, le denunce di alcuni abitanti della zona che hanno descritto una situazione “invivibile”. Una residente ha raccontato di musica ad alto volume protratta anche oltre le 23 e di spettacoli frequenti, documentati con video, tra cui esibizioni e momenti di canto collettivo. «Non riuscivamo nemmeno a stare sul balcone», ha spiegato, aggiungendo che il rumore era percepibile anche con porte e finestre chiuse.
Le segnalazioni si sono concentrate soprattutto nei mesi estivi, ma episodi analoghi sono stati registrati anche in autunno, segno – secondo i testimoni – di un disagio non limitato alla stagione turistica. Alcuni vicini hanno riferito che i figli non riuscivano a dormire, mentre altri hanno sottolineato di non voler ostacolare l’attività commerciale, ma di pretendere il diritto a vivere in tranquillità.
Determinante, sul piano giuridico, la distinzione tra il bar e la struttura alberghiera in cui è inserito. Il locale risulta intestato direttamente a Ciappara, mentre l’hotel fa capo a una società a lui riconducibile. Proprio questa differenza formale ha portato il tribunale ad assolvere l’imputato per i sei episodi legati all’hotel, contestati però alla persona fisica e non alla società, e a condannarlo invece per i quattro casi riconducibili direttamente all’attività del bar.
Il giudice ha inoltre respinto la tesi secondo cui il titolare non sarebbe stato informato del disturbo arrecato: è emerso infatti che, in almeno un’occasione, una residente lo aveva contattato per segnalare il problema, ottenendo la riduzione del volume, seppur temporanea. Pur escludendo, almeno per ora, la sospensione della licenza, il giudice ha imposto a Ciappara di garantire che la musica non sia più udibile all’esterno del locale, introducendo così un obbligo concreto per prevenire, si spera, nuovi disagi.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato



















