L’87% dei cittadini maltesi ritiene che la corruzione sia un fenomeno diffuso nel Paese, il 66% crede che sia aumentata nell’arco degli ultimi tre anni (undici punti in più della media europea) e il 14% afferma di aver personalmente assistito a o subito un episodio di corruzione nel corso dell’ultimo anno. Quest’ultimo dato colloca Malta in cima alla classifica UE insieme alla Bulgaria, con un balzo di cinque punti rispetto alla rilevazione precedente: l’incremento più alto registrato tra tutti gli Stati membri.
Sono i numeri del nuovo Eurobarometro speciale sulla corruzione pubblicato dalla Commissione Europea e basato su interviste condotte tra febbraio e marzo 2026 su un campione di 518 persone, che offre una lettura impietosa del rapporto tra i maltesi e le proprie istituzioni.
Il dato più significativo riguarda il settore edilizio. Il 67% dei maltesi crede che la corruzione sia diffusa tra i funzionari incaricati del rilascio dei permessi di costruzione (quasi il doppio della media europea del 36%) con un aumento di nove punti rispetto all’indagine precedente.
Malta si colloca così in cima alla classifica europea su questo indicatore, in un settore che negli ultimi anni è stato al centro di scandali, ricorsi e polemiche ricorrenti. La percezione della corruzione si estende anche agli appalti pubblici, segnalati dal 59% degli intervistati, e al rilascio di licenze commerciali, indicato dal 52%: entrambe percentuali sensibilmente superiori alla media UE.
Politica e affari: un legame percepito come tossico
L’88% degli intervistati concorda con l’affermazione che i legami eccessivamente stretti tra politica e interessi imprenditoriali contribuiscano alla diffusione della corruzione, terzo dato più elevato dell’Unione dopo Grecia e Cipro. Quasi uno su quattro (il 23%) dichiara di conoscere personalmente qualcuno che accetta o ha accettato bustarelle, terzo tasso più alto nell’UE.
Una forte maggioranza individua la corruzione nei partiti politici, tra i politici a livello nazionale e locale, e tra i funzionari responsabili degli appalti e dei permessi. Il sondaggio restituisce l’immagine di un Paese in cui la sfiducia verso le istituzioni è diventata strutturale e trasversale, non più limitata a episodi specifici.
Il trend nel tempo: da 83% a 95%, poi di nuovo in salita
Va notato che i dati dell’Eurobarometro non sono uniformi nel tempo: la rilevazione del 2024 aveva registrato una percentuale del 95% di maltesi convinti della diffusione della corruzione, mentre quella del luglio 2025 si era fermata all’83%. Il dato attuale dell’87% si colloca a metà strada tra le due, suggerendo una percezione strutturalmente elevata e sostanzialmente stabile, radicata sull’intero sistema, piuttosto che picchi congiunturali legati a singoli scandali.
Il quadro si completa con altri due elementi di contesto. L’Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International per il 2025, pubblicato a febbraio, aveva assegnato a Malta un punteggio di 49 su 100 (sesto peggior risultato nell’UE), in leggero miglioramento rispetto al minimo storico di 46 del 2024, ma ancora ben al di sotto della media regionale europea di 64. E a novembre 2025 il GRECO, ovvero il gruppo anticorruzione del Consiglio d’Europa, aveva stabilito che Malta non era ancora in conformità sufficiente con le raccomandazioni ricevute, fissando una scadenza per un nuovo rapporto sui progressi al 30 giugno 2026.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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