Malta è sempre più “affollata”, ma la crescita della popolazione è ormai sostenuta quasi esclusivamente dai flussi migratori. È quanto emerge dai dati diffusi dal National Statistics Office (NSO) in occasione della Giornata mondiale della popolazione, che fotografano un Paese con ben 588.254 residenti alla fine del 2025, il 2,4% in più rispetto all’anno precedente.
L’incremento demografico è stato determinato soprattutto dal saldo migratorio netto, che nel corso del 2025 ha raggiunto 13.906 persone. Oltre tre quarti di questo dato, pari al 78,1%, riguarda cittadini provenienti da Paesi extra UE, mentre gli uomini rappresentano il 62,5% dei nuovi ingressi netti. Rispetto al 2024 il saldo migratorio è cresciuto del 31%, nonostante sia gli arrivi sia le partenze abbiano registrato una flessione.
Di contro, continua a ridursi il contributo della dinamica naturale della popolazione. Il numero delle nascite tra i residenti è diminuito dello 0,8%, mentre i decessi sono aumentati dell’1,4%, facendo scendere il saldo naturale da 193 a 98 persone, con una contrazione del 49,2% in un solo anno.
Alla fine del 2025 gli uomini costituivano il 53,3% della popolazione residente. I minori di 18 anni rappresentavano appena il 14,3% del totale, mentre gli ultrasessantacinquenni erano il 18,4%, confermando il progressivo invecchiamento della popolazione. Tra gli over 85 le donne risultano quasi il doppio degli uomini, mentre gli ultranovantenni hanno raggiunto quota 4.005, di cui 2.758 donne e 1.247 uomini.
Anche la suddivisione per cittadinanza evidenzia una trasformazione ormai consolidata del tessuto locale: i cittadini maltesi rappresentano il 68,9% dei residenti, mentre gli stranieri hanno raggiunto il 31,1% della popolazione. La quota “non maltese” è composta prevalentemente da persone in età lavorativa: oltre un terzo (34,8%) ha tra i 30 e i 39 anni, poco più di un quinto (22,1%) rientra nella fascia tra i 20 e i 29 anni e il 18,7% tra i 40 e i 49 anni.

Dal punto di vista territoriale, il Western District registra la maggiore presenza di cittadini maltesi, pari all’85,4% della popolazione residente, seguito dai distretti del Southern Harbour e del South Eastern. Al contrario, la quota più elevata di residenti stranieri si concentra nel Northern Harbour District, dove rappresentano il 43,9% della popolazione, e nel Northern District, con il 38,8%.
L’analisi conferma inoltre la forte concentrazione della popolazione nelle aree urbane. Sliema si conferma la località con la più alta densità abitativa, con 18.186 residenti per chilometro quadrato, davanti a Pietà (16.346) e Senglea (15.060). Tra i centri più densamente popolati figurano anche Gzira, Fgura e Hamrun, mentre le densità più basse si registrano a Ghasri, San Lawrenz e Mdina.
I dati dell’NSO delineano così una Malta che continua a crescere sotto il profilo demografico trainata dall’immigrazione straniera, per lo più composta da forza lavoro, mentre il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione rendono sempre più marginale il contributo della crescita naturale.
(in copertina immagine d’archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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