All’indomani della sparatoria di St. Julian’s in cui sono rimasti feriti due agenti di polizia, uno dei quali ancora ricoverato in condizioni critiche, il ministro dell’Interno Glenn Bedingfield è tornato sulla vicenda definendo «inaccettabile» che un poliziotto finisca per lottare tra la vita e la morte mentre svolge il proprio lavoro.
L’intervento è arrivato durante un seminario organizzato dall’Associazione maltese dei collezionisti di armi (AMACS), nel ventesimo anniversario dell’entrata in vigore della legge sulle armi. Un appuntamento che, inevitabilmente, è stato segnato da quanto accaduto ieri mattina nell’area di Ta’ Giorni, dove un agente è stato raggiunto al volto e al collo dai colpi esplosi da un uomo barricato nella propria abitazione dopo un intervento della polizia legato alla segnalazione di un incendio doloso appiccato in un cantiere edile in cui erano in corso dei lavori.
Bedingfield ha raccontato di essersi recato in ospedale per fare visita al poliziotto ferito, Johann Vella, e di aver incontrato i suoi familiari, spiegando di aver trovato difficile persino trovare le parole davanti al loro dolore. Ha ricordato anche l’impegno del personale sanitario e la solidarietà mostrata dai colleghi dell’agente, sottolineando come dietro ogni uniforme ci siano persone e famiglie che attendono il loro ritorno a casa.
Il ministro ha quindi ribadito che nessuno può arrogarsi il diritto di farsi giustizia da sé. «Non posso accettare che un nostro collega esca di casa per prestare servizio e finisca in ospedale a combattere per la propria vita», ha affermato, aggiungendo che «l’epoca dei cowboy è finita» e che episodi come quello di St. Julian’s non possono trovare alcuna giustificazione. «La legge va rispettata. E quando parliamo di armi, parliamo di una responsabilità che può fare la differenza tra la vita e la morte».
Nel suo intervento ha anche richiamato il tema del possesso legale delle armi, distinguendo nettamente tra chi le detiene nel rispetto delle norme e chi invece ne fa un uso criminale. Secondo Bedingfield, la normativa introdotta vent’anni fa ha contribuito a costruire un quadro giuridico che deve continuare a garantire un equilibrio tra il diritto al possesso legittimo e il dovere dello Stato di tutelare la sicurezza pubblica.
Il ministro ha infine evidenziato la necessità di rafforzare la cultura della responsabilità attraverso formazione, collaborazione con le associazioni di settore e rigoroso rispetto della legge, ricordando che la sicurezza deve rimanere una priorità assoluta e che nessuna famiglia dovrebbe vivere il dramma che stanno affrontando in queste ore i parenti dell’agente rimasto gravemente ferito. «Il nostro messaggio deve essere chiaro: vogliamo un Paese in cui regni la legge, in cui la vita sia rispettata e in cui nessuno pensi di avere il diritto di farsi giustizia da sé».
(photo credits: DOI)
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