Ha respinto tutte le accuse John Agius, il 74enne arrestato in relazione alla sparatoria che venerdì 24 luglio ha sconvolto la zona di Ta’ Giorni a St. Julian’s, durante la quale due poliziotti sono rimasti feriti, uno dei quali in modo gravissimo.
Comparso ieri in tribunale, l’uomo deve rispondere di dodici capi d’imputazione tra cui tentato omicidio, incendio doloso, lesioni personali, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, uso illegale di arma da fuoco e sequestro di persona per aver impedito ad alcuni agenti di lasciare l’edificio durante l’intervento.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, tutto avrebbe avuto inizio nella mattinata di venerdì, quando Agius si sarebbe presentato insieme al fratello George nei pressi di un cantiere confinante con la propria abitazione. Qui avrebbe cosparso di liquido infiammabile l’area sottostante il cestello di una gru sulla quale stavano lavorando alcuni operai, appiccando successivamente il fuoco e mettendo in pericolo i lavoratori.
Mentre il fratello si sarebbe poi allontanato dalla scena, il 74enne si sarebbe barricato all’interno della proprietà e, all’arrivo delle forze dell’ordine allertate dall’incendio divampato nel cantiere, avrebbe ignorato ripetutamente l’invito ad arrendersi. Quando gli agenti sono riusciti ad accedere all’area attraverso un ingresso secondario, secondo l’accusa Agius avrebbe aperto il fuoco contro di loro. Nel primo intervento è rimasto ferito Omar Sharif, colpito in modo non grave.
La situazione è quindi rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento delle Unità di intervento speciale. Durante il successivo blitz il sergente Johann Vella è stato raggiunto dai proiettili al volto, al collo e a una gamba. Soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale per un delicato intervento chirurgico, le sue condizioni erano apparse subito critiche, tanto da essere dichiarato in pericolo di vita. Successivamente il suo quadro clinico è migliorato, ma resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva.
Secondo quanto riferito in aula, alcuni poliziotti sono rimasti bloccati all’interno dell’edificio sotto la minaccia dell’uomo armato. Dopo circa novanta minuti di trattative con i negoziatori, Agius avrebbe consentito agli agenti di uscire e si sarebbe infine arreso senza ulteriori implicazioni.
Le indagini hanno inoltre accertato che il 74enne risultava regolarmente intestatario di quattro fucili e due revolver. Durante l’udienza Agius si è dichiarato non colpevole di tutte le accuse contestate ed è stato posto in custodia cautelare in attesa che sul caso proseguano le indagini. Il tribunale ha inoltre disposto un ordine di protezione a favore dei due poliziotti feriti e dei quattro operai presenti nel cantiere al momento dei fatti.
Come già anticipato nella conferenza stampa indetta dalla polizia il giorno stesso in cui si sono verificati i fatti, gli investigatori ritengono che all’origine della vicenda potrebbe esserci una lunga controversia familiare legata allo sviluppo edilizio del terreno confinante con la proprietà dell’imputato, quello in cui è stato appiccato l’incendio.
Negli anni Agius avrebbe più volte contestato i lavori, sostenendo che interessassero anche una porzione di terreno di cui rivendicava la proprietà e presentando diversi esposti alle autorità. Il fratello George Agius comparirà successivamente in tribunale per chiarire il suo presunto coinvolgimento nella vicenda.
(photo credits: frame video TVM)
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