A Pembroke è stato inaugurato Gnien il-Ward, un nuovo giardino sensoriale realizzato per offrire agli ospiti di Dar Warda uno spazio verde inclusivo, accessibile e pensato per favorire autonomia, benessere e partecipazione attiva. Non un semplice progetto di riqualificazione urbana, ma un intervento mirato a creare un luogo in cui natura, sostenibilità e inclusione sociale procedano insieme.
La cerimonia si è svolta alla presenza dei ministri Miriam Dalli e Julia Farrugia, del team di Project Green, di Agenzija Sapport, del consiglio locale di Pembroke e dei residenti della struttura.

Il nuovo spazio, allestito con materiali riciclati e pensato per essere interamente accessibile, permette ai residenti di partecipare direttamente alla cura del verde: dalla semina alla manutenzione delle piante, fino alla gestione di particolari strutture modulari che fungono sia da fioriere sia da sedute. Attività che mirano a sviluppare spirito di squadra, fiducia e un forte senso di appartenenza. Presenti all’interno dell’area anche piante commestibili, rose, alberelli e una varietà di specie scelte per richiamare l’identità e lo spirito di Dar Warda.
Per Dalli, Gnien il-Ward rappresenta «un modello di come dovrebbero essere gli spazi comunitari: luoghi progettati insieme a chi li utilizza». Il valore del giardino, ha spiegato, risiede soprattutto nella partecipazione attiva dei residenti, che diventano i primi custodi dell’area.
Anche Farrugia ha sottolineato il carattere inclusivo dell’iniziativa: «Questo giardino è un esempio concreto di come si possano creare ambienti sicuri, accessibili e capaci di promuovere autonomia e nuove competenze». Il progetto, frutto della collaborazione tra ministeri e Agenzija Sapport, mira anche a costruire un ponte tra i residenti delle strutture di supporto e le comunità circostanti.
La realizzazione del giardino ha richiesto attenzione a esigenze differenti: dall’accessibilità fisica alle diverse sensibilità sensoriali, fino al supporto per persone con scarsa esperienza nel giardinaggio. Con un accompagnamento strutturato, i residenti hanno progressivamente assunto un ruolo attivo nella cura del verde. L’architetto Cheryl Camilleri di Project Green ha spiegato che il progetto «non riguarda soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche l’inclusione». L’obiettivo, ha detto, era garantire a ogni residente la possibilità di sperimentare il giardinaggio come attività pratica, terapeutica e condivisa.
(photo credits: DOI)
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