Proseguono i lavori di riqualificazione nell’area di Ghar Lapsi, a Siggiewi, con l’obiettivo di restituire interamente il sito al pubblico dopo i gravi danni provocati nei mesi scorsi dal maltempo. Gli interventi, avviati dal Dipartimento dei Lavori Pubblici, fanno seguito alla violenta ondata di maltempo legata alla tempesta Harry, che aveva colpito l’arcipelago causando danni significativi alla zona costiera, compromettendo l’accesso alla piccola baia e alla rampa utilizzata soprattutto dai pescatori.
Il progetto di recupero è stato definito anche sulla base dei risultati della consultazione pubblica “Ghar Lapsi – Back to the People”, dalla quale è emersa la volontà diffusa di preservare il carattere naturale e genuino dell’area, evitando interventi invasivi e mantenendo il più possibile l’aspetto originario del sito.
L’investimento complessivo per i lavori ammonta a circa due milioni di euro e comprende diversi interventi strutturali. Tra questi, la ricostruzione della scala che conduce alla vicina spiaggia di Ghereq Mizun, oltre al ripristino dei percorsi danneggiati e delle infrastrutture di accesso alla baia.
In queste settimane gli operai stanno completando la rimozione dei detriti lasciati dalla tempesta e le operazioni di scavo, mentre sono in corso anche lavori per il miglioramento dell’impianto elettrico con la posa di nuovi cavi. Parallelamente, vengono effettuati studi geologici approfonditi sulla stabilità della roccia, con analisi a diverse profondità – fino a 18 metri – per garantire la sicurezza dell’area.
La prossima fase del progetto prevede la ricostruzione della rampa di accesso al mare, attualmente in fase di riempimento con calcestruzzo. Una volta completata questa struttura, i lavori proseguiranno direttamente sulla spiaggia, dove saranno utilizzati macchinari più piccoli per ricostruire i percorsi danneggiati e rimuovere le parti di cemento e i frammenti di scogliera crollati durante la tempesta.
Nel frattempo, nella zona sono già stati installati nuovi pali dell’illuminazione stradale alimentati a energia solare, parte di un programma più ampio che prevede la collocazione di circa 400 unità in collaborazione con venti Consigli locali. La riapertura completa dell’area, spiegano le autorità, arriverà una volta terminati gli interventi di sicurezza e di ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.
(photo credits: DOI / Kian Bugeja)
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