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Malta verso un accordo SOFA con gli Stati Uniti in cambio di un appoggio su Moneyval?

L'arcipelago discute la cessione parziale di sovranità agli Usa

di Giampiero Moncada
4 Ottobre 2020
in News
Tempo di lettura:2 mins read
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Si intensifica il dibattito attorno all’accordo SOFA che Malta sta valutando di firmare con gli Stati Uniti. E in molti pensano che dietro alla cessione parziale di sovranità si nasconda uno scambio sul Moneyval.

Tutti si affannano a negare che l’accordo con gli Usa di cui si sta parlando in questi giorni, il Sofa (Status of forces agreement), possa condizionare le decisioni del Moneyval, l’organismo internazionale che stabilisce le regole dell’antiriciclaggio e che, entro qualche settimana, dovrà assegnare a Malta un voto sul rispetto di queste regole. Ma da quando il ministro della Difesa americano, Mark Esper, è sbarcato nell’isola, all’inizio della settimana, sono esplose due polemiche. La prima sulla legittimità di un accordo che sottrarrebbe alla magistratura maltese i militari americani che dovessero eventualmente commettere dei reati e la possibilità che, a fronte di una rinuncia a parte della propria sovranità, Malta otterrebbe dagli Usa un intervento per ammorbidire i funzionari di Moneyval. Quasi un baratto: sovranità limitata in cambio di un giudizio generoso nonostante i problemi che ancora vengono addebitati in ambito di riciclaggio e finanziamento al terrorismo.

Ma cosa vorrebbe dire concretamente questa sovranità limitata?

Per gli italiani è facile immaginarlo, dato che pochi hanno dimenticato la tragedia del Cermis, sulle Dolomiti, dove un caccia della Nato tranciò di netto una funivia provocando la morte di 20 persone. Proprio in virtù degli accorti Nato siglati dall’Italia con gli Usa, i due piloti americani furono giudicati nel loro Paese anziché in Italia. Furono riconosciuti colpevoli di omicidio involontario e negligenza e non subirono alcuna pena detentiva.

Naturalmente, qualunque accordo dovesse firmare il Governo maltese con gli Stati Uniti, dovrebbe poi passare al vaglio del Parlamento. E le prime dichiarazioni dei politici lasciano intendere che incontrerebbe non poche difficoltà a essere ratificato.

Rimane l’altra polemica: possono gli Usa intervenire sul Moneyval?

Si tratta di un organismo nato nel 1997 all’interno del Consiglio d’Europa, costituito da esperti di antiriciclaggio e di terrorismo che hanno il compito di stabilire delle regole comuni a tutti i Paesi membri e verificare la loro applicazione. Va ricordato che il Consiglio d’Europa è un’organizzazione indipendente dall’Unione europea, tant’è che comprende anche alcuni Paesi che non ne fanno parte. In ogni caso, gli Stati uniti non hanno, almeno ufficialmente, alcuna voce in capitolo sulle sue attività e sulle sue decisioni. Ma è un fatto che la lotta al terrorismo viene condotta con maggiore efficacia proprio oltreoceano e che agli americani venga riconosciuto il maggiore rigore nelle procedure per prevenire il riciclaggio.

Lo scorso anno, Moneyval aveva fatto sapere che Malta era a rischio di finire in grey list per la scarsa trasparenza nelle attività finanziarie. Questo spiegherebbe, secondo molti, l’intensificarsi delle attività ispettive e delle sanzioni che le authority hanno effettuato proprio nell’ultimo anno.

Sicuramente, un declassamento del genere avrebbe un impatto pesantissimo sull’economia del Paese, dove la Finanza costituisce la seconda voce del pil dopo il turismo.

Tags: Mark EsperMoneyvalSOFA
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