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Passaporti d’oro all’élite russa: si va verso lo stop

di Redazione
27 Febbraio 2022
in Attualità
Tempo di lettura:3 mins read
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Quello con i russi è un rapporto che fa gola a Malta, in grado di iniettare milioni all’interno nell’economia del Paese, grazie anche all’ormai ben noto schema dei “passaporti d’oro”, attraverso il quale ricchi investitori stranieri possono acquistare l’ambito lasciapassare europeo. Una procedura aspramente criticata anche dalla Commissione europea, soprattutto dopo che sono emersi i vari “trucchetti” che permettono di scavalcare quanto imposto dalla legge. I dati più recenti diffusi da un’inchiesta sui Passport Papers, mostrano che la maggior parte delle persone (37 per cento) che ha fatto richiesta per aderire al ​​programma maltese dei “passaporti d’oro”, sono cittadini di nazionalità russa.

Alla luce delle recenti vicende che riguardano lo stato ucraino sotto assedio dalle forze armate russe, in una spietata guerra di potere, sei ONG maltesi, nella fattispecie The Daphne Caruana Galizia Foundation, SOS Malta, Integra Foundation, Aditus Foundation, The Jesuit Refugee Services Malta e Repubblika, hanno chiesto al governo di interrompere immediatamente la vendita di passaporti ai russi.

La loro presa di posizione si accoda ad una lunga lista di proposte e sanzioni di cui si parla ormai da giorni; giovedì la neo presidente del parlamento europeo Roberta Metsola ha inoltre manifestato la necessità di fermare il fenomeno dei “passaporti d’oro”, meccanismo in grado di fornire un’entrata di sicurezza ed emergenza all’interno della comunità europea.

Le richieste delle ONG non si fermano alla sola questione dei passaporti; è difatti di fondamentale importanza dal loro punto di vista espellere i diplomatici russi favorevoli all’invasione, fornire tutto il supporto necessario ai richiedenti asilo ucraini ed interrompere gli accordi bilaterali esistenti con la Russia.

Il tema della vendita dei passaporti è stato affrontato venerdì, in un lungo discorso, anche da Bernard Grech, leader del partito nazionalista: «Il primo ministro Robert Abela ha già rovinato la reputazione del nostro Paese, ma adesso sta giocando con la nostra sicurezza», sono queste le parole usate da Grech per definire la sua posizione.

Abela ha assicurato supporto ed assistenza al popolo ucraino in linea col resto del Consiglio europeo, ma ha espresso opinioni diverse riguardo l’altro lato della questione, enfatizzando la posizione neutrale di Malta: «Possiamo mostrare il nostro appoggio all’Ucraina senza dover condannare ogni persona russa. Chiunque commetta errori con le sue azioni andrà incontro a severe sanzioni, e come nazione appoggeremo queste sanzioni insieme al resto del Consiglio europeo».

Per adesso, quindi, il primo ministro sottolinea una linea di pensiero in equilibrio col resto d’Europa, rimandando un’ufficialità di qualsiasi genere rispetto al contrasto nato sul tema della vendita di passaporti.

Nelle ultime ore di sabato sera anche Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea, si è pronunciata riguardo la strategia delle sanzioni ai danni del sistema economico russo, soffermandosi nello specifico sul meccanismo dei “passaporti d’oro”.

La CE ha espresso tutte le intenzioni nel contrastare la vendita della cittadinanza europea, che permetterebbe ad una fetta dell’élite russa, strettamente connessa al governo, di mantenere una via d’accesso al sistema finanziario europeo, rendendo così vani alcuni effetti delle sanzioni.

La Von der Leyen aveva già discusso della questione in tempi non sospetti, direttamente col primo ministro Abela, manifestando la necessità di interrompere con effetto immediato il programma di cittadinanza per investimento maltese.

Il governo laburista fino a questo momento aveva evitato la questione, procrastinando una decisione ufficiale sui passaporti ottenibili dai russi con forte potere di investimento.

Nel coro di voci che si pronunciano su questo tema si aggiunge anche il Partito dei Verdi maltese che, in linea con le opinioni dei Verdi al Parlamento europeo, chiede l’interruzione della vendita dei passaporti e una revisione scrupolosa di quelli rilasciati finora.

Con il tema posto sotto i riflettori, le prossime ore e giorni saranno sicuramente fondamentali per la risoluzione del problema e per l’individuazione di una linea d’azione comune.

Tags: Bernard GrechCommissione Europeaguerra in Ucrainapassaportipassaporti d'ororussiaucrainaUrsula Von der LeyenVendita dei passaporti
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