Da almeno venticinque anni entrano in servizio senza sapere cosa li attenderà, spesso rischiando la propria vita. Un incendio, un grave incidente stradale, un salvataggio in mare o una chiamata nel cuore della notte. È a loro che il Paese ha reso omaggio nel corso di una cerimonia ufficiale che ha segnato il venticinquesimo anniversario del dipartimento della Protezione Civile, con il conferimento, a 68 veterani dell’organico, di medaglie simbolo di lealtà, competenza, coraggio e professionalità dimostrate sul campo nell’ultimo quarto di secolo.
La celebrazione, tenutasi mercoledì 14 gennaio a Valletta, è stata presieduta dal ministro degli Interni, Byron Camilleri, che ha voluto sottolineare il valore umano e civile di una vocazione «forte e nobile», costellata da rischi e che non conosce orari. «Non si tratta di un impegno di un giorno o di un breve periodo – ha affermato – ma di una vita spesa al servizio degli altri, pronti a intervenire senza sapere cosa accadrà, ma sempre pronti a proteggere e soccorrere».

Nel suo intervento, il ministro ha ripercorso le situazioni più estreme affrontate dagli operatori: dai grandi incendi agli interventi estivi ormai frequenti, dagli incidenti con vittime alle operazioni apparentemente minori, come il recupero di animali in difficoltà, che comportano comunque rischi concreti. Un passaggio particolare è stato dedicato alla pandemia, definita una prova che oggi può sembrare lontana ma che ha messo a dura prova l’intera rete d’emergenza. «In quei mesi di incertezza – ha ricordato Camilleri – non c’è mai stato un momento di esitazione. Al contrario, c’era un chiaro impegno da parte di tutto il dipartimento a fare la propria parte ovunque fosse necessario per salvare il maggior numero possibile di vite».
Oltre al riconoscimento simbolico, il ministro ha ribadito che la gratitudine deve tradursi anche in scelte concrete, per questo ha ricordato gli investimenti compiuti negli ultimi anni dal governo a vantaggio del dipartimento: dal diritto alla rappresentanza sindacale al primo accordo settoriale, dal miglioramento delle dotazioni di sicurezza ai nuovi mezzi con tecnologia avanzata, fino al potenziamento delle caserme e all’ampliamento dell’organico, oggi il più numeroso nella storia del servizio.
Nel corso della cerimonia, è intervenuto anche il direttore generale del dipartimento, Peter Paul Coleiro, ricordando il lavoro svolto da ogni direttore e funzionario che ha prestato servizio nella Protezione Civile: «ognuno di loro ha aggiunto un mattone a questa struttura. Alcuni hanno costruito capacità, altri professionalità e altri ancora fiducia pubblica. C’erano anche quelli che semplicemente si presentavano, giorno dopo giorno, notte dopo notte, e facevano il loro lavoro in silenzio quando la situazione era difficile». «Per questo – ha concluso – quando parliamo dei venticinque anni del dipartimento della Protezione Civile, non stiamo celebrando un anniversario burocratico. Stiamo onorando venticinque anni di un dipartimento composto da persone che corrono verso ciò da cui tutti gli altri fuggono».
Le celebrazioni hanno incluso anche una parata in St. George’s Square, per mostrare a tutti i cittadini il volto di un servizio che opera spesso lontano dai riflettori ma che resta uno dei pilastri della sicurezza collettiva.
(photo credits: DOI)
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