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Malta e Gozo divorate da cemento e asfalto: l’edilizia sta “uccidendo” alberi, piante e terreni agricoli

In tre anni 1,83 chilometri quadrati sono spariti per far posto alla costruzione incontrollata di decine di palazzi

di Redazione
24 Maggio 2021
in Attualità, Economia
Tempo di lettura:2 mins read
0

Che la colata di cemento che si sta abbattendo su Malta e Gozo sia eccessiva, lo confermano non solo le numerose gru che si vedono svettare qua e là, ma pure uno studio realizzato attraverso l’utilizzo delle immagini satellitari.

L’indagine ha consentito di dare una dimensione precisa agli effetti del boom incontrollato dell’edilizia: tra il 2017 e il 2020 Malta ha perso suolo e terreni agricoli pari a oltre 250 campi da calcio.

Dallo studio è emerso che sono stati coperti da cemento e asfalto circa 1,83 chilometri quadrati di terreno (suolo, gariga, arbusti, piante selvatiche e alberi).

Condotto da Steve Zerafa, docente senior e ricercatore presso il Malta College of Arts, Science and Technology, l’indagine ha analizzato i dati delle immagini dal satellite Sentinel 2, che è dotato di uno strumento multispettrale che mappa i cambiamenti nella copertura del suolo ed è utilizzato per fornire informazioni relative all’agricoltura, alla silvicoltura, alle acque interne e costiere.

Asfalto e cemento hanno provocato i maggiori cambiamenti nella regione sud-orientale, in particolare nella zona di Ħal Far, mentre le aree più colpite di Gozo sono state quelle della zona nord-occidentale e di San Lawrenz.

Gli esperti evidenziano come le ricadute di una cementificazione selvaggia siano diverse.

La frenetica attività di costruzione di decine di palazzi oltre a far sparire terreni agricoli, alberi e suoli, spesso provoca una serie di problemi ambientali urbani come la diminuzione della qualità dell’aria, l’aumento del deflusso e conseguente inondazione dell’acqua, l’aumento della temperatura e il deterioramento delle falde acquifere.

Tags: Ambienteattualità +boom ediliziacementificazione
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