Si è presentata in aula dichiarandosi non colpevole su tutti i capi d’accusa, Christine Karen Azzopardi, 45enne residente a Birkirkara, ex responsabile di filiale della Bank of Valletta (BOV) che avrebbe orchestrato un piano per drenare sistematicamente i risparmi di una anziana cliente dell’istituto che si fidava ciecamente di lei. Le contestazioni a suo carico sono gravi e molteplici: riciclaggio di denaro, appropriazione indebita, frode, falsificazione di documenti e accesso abusivo ai sistemi informatici della banca. Il tribunale ha emesso un ordine di congelamento dei suoi beni per l’importo di 76.376 euro.
La vicenda è emersa in modo quasi casuale, lo scorso anno. La nipote della vittima si era recata a uno sportello BOV per prelevare 5.000 euro per conto della zia, un’anziana signora di 87 anni che dal 2021 viveva in una casa di cura. La risposta fu però una doccia fredda: sul conto rimanevano circa 900 euro. La donna ha testimoniato in aula che la zia aveva un unico conto corrente, non aveva uscite significative, non era solita sperperare i propri risparmi, e riceveva una pensione esigua.
L’indagine interna avviata dalla banca ha ricostruito il metodo con precisione. Azzopardi avrebbe sfruttato i propri privilegi amministrativi per modificare le preferenze di notifica dell’account della vittima, disattivando l’invio degli estratti conto cartacei — in modo che la cliente non potesse accorgersi delle uscite — e sostituendo il numero di cellulare registrato sul conto con il proprio, così da ricevere direttamente qualsiasi avviso. Avrebbe poi richiesto una carta di debito per facilitare i movimenti di denaro e fatto firmare ricevute con importi superiori rispetto alle piccole somme di denaro prelevate dalla vittima allo sportello.
Tra il 2021 e il 2023, secondo l’accusa, furono effettuate circa 170 operazioni: oltre 30.000 euro finirono sul conto personale dell’imputata, più di 27.000 su quello della sorella, e ulteriori somme su conti riconducibili ad altri soggetti, tra cui il marito. Sentita dagli investigatori, l’anziana ha ripercorso gli anni in cui aveva frequentato lo sportello bancario. Aveva conosciuto Azzopardi in filiale e nel tempo era nata una relazione di piena fiducia: ogni volta che si recava in banca, cercava lei. Non aveva mai sospettato nulla.
Quando il reparto di audit interno della BOV la convocò nel maggio del 2025, Azzopardi non si presentò dichiarandosi malata. Fu sentita il giorno seguente e, secondo la testimonianza di un rappresentante della banca, ammise di aver effettuato alcune operazioni non autorizzate, pur sostenendo di non essere a conoscenza della loro entità complessiva. L’istituto procedette quindi alla sua sospensione e, successivamente, le furono notificati i suoi diritti in presenza di un legale; nel frattempo le fu concessa la libertà su cauzione mentre le indagini procedevano.
La BOV, parte civile nel procedimento attraverso il proprio ufficio legale, ha riferito alla vittima che erano in corso trattative per raggiungere un accordo e rimborsare le somme sottratte. Il caso è stato assegnato al giudice nel giugno dello scorso anno, in seguito a una segnalazione formale della banca stessa.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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