È stato arrestato per sospetto traffico di droga, ma le verifiche sul suo telefonino hanno fatto emergere un quadro ben più ampio e inquietante, dando spazio a ulteriori fronti investigativi. Orazio D’Anna, cittadino italiano di 33 anni, è comparso in aula per rispondere delle accuse legate al possesso aggravato di cannabis, di materiale pedopornografico e di file contenenti atti di bestialità, dichiarandosi non colpevole. Il giudice ha disposto la custodia cautelare, respingendo la richiesta di libertà provvisoria.
L’indagine risale a gennaio, quando gli investigatori avevano raccolto informazioni su una presunta attività di spaccio condotta utilizzando uno scooter. Dopo un periodo di sorveglianza, gli agenti hanno notato l’uomo fermarsi più volte lungo la strada per brevi contatti con altre persone, durante i quali sarebbero avvenuti scambi sospetti. Il controllo è scattato poco dopo: durante la perquisizione sono stati trovati quattro involucri contenenti cannabis e ulteriori quantitativi della stessa sostanza sono stati poi rinvenuti nell’abitazione dell’imputato.
A rendere più complesso il caso sono però stati gli accertamenti sul suo telefono cellulare. Dall’analisi dei dati sarebbero emerse immagini raffiguranti droga e denaro, ma soprattutto file ritenuti particolarmente gravi, tra cui filmati dal contenuto inequivocabile che documenterebbero pratiche di bestialità, oltre a pedopornografia infantile.
Durante le indagini, D’Anna era stato sottoposto a obblighi nell’ambito della libertà su cauzione concessagli tre volte dalla polizia, ai quali, secondo la difesa, si sarebbe sempre attenuto. In aula è stata anche sentita la compagna, che ha riferito della convivenza e della gravidanza in corso ma, nonostante ciò, il giudice ha ritenuto prevalenti la gravità delle accuse a suo carico e il rischio di fuga, legato anche all’assenza di legami stabili sul territorio, disponendo la detenzione in carcere.
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