Si è presentato alla porta di una coppia nel cuore della notte, ha picchiato a lungo e, quando gli hanno aperto, ha pronunciato frasi che mescolavano il codice d’onore mafioso con minacce esplicite: «Sono un uomo d’onore. Non fatemi portare la mia famiglia dalla Sicilia».
Così, Kevin Borg, ex ispettore del nucleo di polizia economico-finanziaria, è stato condannato al pagamento di 7.000 euro di multa per aver terrorizzato Clare Agius Sparling e suo marito nel corso di due distinte occasioni nell’aprile del 2021, nella zona di Tal-Palma, Mgarr. L’imputato è stato inoltre condannato a risarcire la vittima di 1.000 euro.
Non sono state indicate le motivazioni alla base del gesto, ma in entrambe le occasioni Borg si era presentato all’uscio di casa dei vicini dell’ex fidanzata, che avevano figli piccoli addormentati, bussando con insistenza. La testimonianza principale della persona offesa ha descritto scene di forte tensione: l’uomo intimava ai coniugi di smettere di presentare denunce alla polizia e di «lasciar stare quella famiglia», aggiungendo minacce velate ma inequivocabili.
Nei filmati ripresi dal sistema di videosorveglianza domestica e acquisiti come prova, Borg si rivolge direttamente alla donna: «Se porto gente dalla Sicilia, non riderete più. Ora è personale», e ancora: «Sono un bulldozer, nessuno mi tocca. Non fatemi portare gente dalla Sicilia, se la porto, smetterete di ridere», «Potete portare i nastri delle vostre telecamere alla stazione di polizia di Mosta, nessuno mi toccherà, e ripeto, nessuno mi toccherà».
Nel corso del processo Borg ha ammesso i fatti ma ha chiesto di poter spiegare il contesto: ha sostenuto di essere stato istigato da una terza persona, la sua fidanzata dell’epoca, un avvocato insieme alla quale era in conflitto con la coppia Sparling, che lo avrebbe convinto a recarsi a casa dei suoi vicini per «dare loro una lezione».
Interrogato dal magistrato, ha sostenuto di essere stato mandato da lei in entrambe le occasioni e che fu la stessa donna a mettergli in testa l’idea di presentarsi come «uomo d’onore» con parenti in Sicilia. «Mi ha detto che c’era bisogno di spaventarla», ha ammesso in aula, aggiungendo di non avere nulla di personale contro la Sparling e di scusarsi per quanto accaduto.
Il giudice ha infine assolto Borg dalla prima e dalla terza imputazione (rispettivamente disturbo della quiete pubblica e molestie) condannandolo sulla seconda, quella di aver innescato nella vittima il timore fondato di essere oggetto di violenza.
Ha tenuto conto dell’ammissione di colpevolezza e delle circostanze del caso, escludendo la pena detentiva in considerazione del fatto che le occasioni accertate erano due. Ha però disposto, oltre alla multa, il risarcimento di 1.000 euro alla vittima.
La parte forse più significativa della sentenza non riguarda tuttavia la condanna in sé, ma la durissima critica alla macchina della giustizia maltese che il magistrato, Donatella Frendo Dimech, ha voluto mettere nero su bianco. I fatti risalgono all’aprile 2021: la sentenza è del 22 aprile 2026. Cinque anni per concludere un procedimento sommario – che per legge dovrebbe essere risolto nella stessa udienza o al massimo con brevi rinvii per giusta causa – sono stati definiti «sconvolgenti» dallo stesso giudice.
«La coppia Sparling, e in particolare la persona offesa, è rimasta in un limbo legale per quasi cinque anni, e nulla può riparare questo danno», si legge nella sentenza. Il magistrato ha quindi auspicato che il legislatore introduca un termine perentorio entro cui i procedimenti sommari devono essere definiti, per evitare che simili situazioni si ripetano. In linea con questa posizione, ha disposto che copia della sentenza venga trasmessa al Presidente della Camera dei deputati e al Ministro della Giustizia.
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