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Ristoranti e carenza di personale, l’ennesima sfida che gli imprenditori devono affrontare per rimanere in bilico

Cosa c’è dietro la mancanza di manodopera che affligge uno dei settori trainanti dell’economia maltese

di Redazione
24 Agosto 2021
in Economia, Food
Tempo di lettura:2 mins read
3

Le conseguenze della pandemia non tardano ad arrivare. Anche questa volta a pagarne le spese sono i ristoratori, costretti a fronteggiare la carenza di personale.

Complice l’esodo dei lavoratori stranieri impiegati nell’ industria dell’ospitalità verso il proprio Paese, mentre il personale maltese ha ripiegato su altri settori. Il Times of Malta ha affrontato la questione intervistando lo chef Sean Gravina, che gestisce un ristorante a Paceville, evidenziando la gravità della situazione.

Infatti, la carenza di personale per il turnover costringe i ristoratori a chiudere il locale almeno due volte la settimana impattando negativamente sugli affari, portando a lungo andare alla chiusura per l’impossibilità di affrontare i costi fissi.

La causa della mancanza di personale e la richiesta di salari troppo alti per personale anche senza esperienza. A peggiorare la situazione c’è la concorrenza sleale, il cosiddetto “bracconaggio”, che crea aspettative salariali irrealistiche da parte di chi cerca lavoro. Gravina ha affermato che i ristoranti dovrebbero essere regolarizzati in modo da mantenere stabile il settore per evitare la perdita di molti posti di lavoro.

Anche l’imprenditore Rafel Sammut, ha affermato che la grave carenza di personale non riguarda solo posizioni qualificate ma anche di personale addetto alle pulizie, perché il mercato è ormai saturo.

Quello che manca, ha fatto notare il ristoratore maltese, è l’interesse dei lavoratori anche più giovani, verso questo settore evidenziando come la scuola potrebbe aiutare incanalare gli adolescenti in questa direzione.

Ma l’attuale crisi del personale, è un fenomeno più radicato tanto che i salari bassi rispetto al costo della vita sull’ isola fanno considerare degradante questo impiego e molte persone sono, quindi, riluttanti a ritornare a lavorare nella ristorazione.

Per molto tempo è stata sottovalutata l’importanza del servizio, offrendo personale non qualificato a basso costo, ignorando come questo potesse distruggere l’immagine di un’attività o essere la chiave del suo successo.

Tags: carenza personalecoronavirusIn evidenzaristoratori
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Commenti 3

  1. Stefano says:
    5 anni ago

    Quindi se i salari sono bassi rispetto al costo della vita, è errato dire “bracconaggio”. Chi viene qui non viene per arricchire altri ma per avere un guadagno e risparmiare qualcosa se questo non avviene, giustamente, rimane dov’è. Inoltre se scrivete “verso il proprio Paese”, non dimentichiamoci il motto dei Maltesi con poca visione del futuro. Mi viene da dire che il “go back to your country” è un consiglio che è stato ascoltato.
    Quindi le condizioni per scappare le ha create Malta non i lavori. Se il governo avesse fatto una legge reale sugli affitti, vedi Italia con il 4+4, invece di lasciar incrementare l’affitto ogni sei mesi e nel medesimo tempo pretendere di mantenere i salari come 5 o 8 anni fa.
    Quindi piangono su un problema creato da loro stessi, se fosse conveniente venire a Malta anche per chi non fa l’imprenditore le persone verrebbero.
    Poi non dimentichiamoci le famiglie extra UE che si sono viste deportati i figli perché lo stipendio base che prendevano regolarmente i due genitori non era sufficiente per i parametri Maltesi per vivere in 4 e quindi non avevano il diritto della scuola gratuita.
    Una cosa che detta così è allucinante, perché la risposta ovvie era: Il stipendio base non è adeguato e il governo avrebbe dovuto alzarlo non deportare i figli. Perché il messaggio è stato ovvio, gli abbiamo detto: Voi genitori potete stare qui così vi sfruttiamo, ma non vogliamo dare i servizi base ai vostri figli.
    Oppure lo scivolo e di inizio pandemia con le uscite del ministro: prima i Maltesi. Piegando poi che parlava degli non EU, facendo anche peggio.
    Per quello che mi riguarda chi è in un paese in modo regolare, lavora e paga le tasse deve avere gli stessi diritti dei nativi (intendo di passaporto), anzi dovremmo ricordare che pagano l’assicurazione nazionale tramite il loro stipendio e l’accantonamento per la loro pensione verrà perso perché sarà difficilissimo che rimarranno abbastanza per riceverla, ma nessuno gli rimborserà quei soldi
    Quindi chi si meraviglia di questa situazione è qualcuno che non ha analizzato la storia degli ultimi anni, perché se lo facesse avrebbe modo di capire che la pandemia ha solo accelerato questa problematica, ma sarebbe arrivata comunque.
    Meditate.

    Rispondi
    • Antonio says:
      5 anni ago

      Bravissimo… descrizione perfetta. La pandemia ha praticamente tirato fuori il vero carattere e sentimento della maggioranza dei Maltesi… che ora si meritano gli effetti

      Rispondi
  2. Stefano says:
    5 anni ago

    Il pezzo “Oppure lo scivolo e di inizio pandemia”
    era ” Oppure lo scivolone di inizio pandemia”

    Rispondi

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