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Scontro sulle dichiarazioni patrimoniali dei ministri, interviene il Commissario per gli Standard

Pressing sul governo che non ha ancora reso note le dichiarazioni patrimoniali dei politici relative al 2023

di Redazione
3 Febbraio 2025
in Politica
Tempo di lettura:2 mins read
0

Il Commissario per gli Standard nella Vita Pubblica, Joseph Azzopardi, ha esortato il Primo Ministro Robert Abela e il governo a pubblicare «il prima possibile» le dichiarazioni patrimoniali dei “suoi” ministri e dei segretari parlamentari per l’anno 2023, respingendo qualsiasi tentativo di ritardare l’adempimento di questo obbligo legale.

In una lettera inviata ad Abela il 30 gennaio 2025 e resa pubblica dall’Ufficio del Commissario, Azzopardi ha chiarito che la necessità di una riforma del sistema di dichiarazione dei redditi -richiesta dal Premier – non deve in alcun modo giustificare l’inadempienza degli obblighi attuali da parte di chi sta al governo.

Secondo la normativa vigente, i ministri e i segretari parlamentari devono presentare due dichiarazioni patrimoniali ogni anno, una delle quali deve essere resa pubblicamente dal Parlamento. Tuttavia, né Abela né il suo governo hanno reso note quelle relative al 2023, nonostante il termine legale sia scaduto nel marzo 2024.

Il Premier ha invece proposto una riforma che eliminerebbe l’obbligo per i ministri di presentare dichiarazioni separate, prevedendone un’unica annuale estesa a tutti i parlamentari. Tale proposta, secondo Azzopardi, rischierebbe di ridurre la trasparenza, dato che attualmente i ministri sono comunque tenuti a dichiarare pubblicamente il loro reddito, a prescindere dalla riforma, e questo “dovere”, al momento, non è esteso agli altri deputati.

Il Commissario ha inoltre sottolineato che qualsiasi revisione della legge dovrebbe partire dalle raccomandazioni dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) e del Gruppo di Stati contro la Corruzione (GRECO), che già nel 2019 suggerì a Malta di garantire al pubblico un accesso più semplice e sistematico alle dichiarazioni patrimoniali.

L’OECD ha inoltre raccomandato che anche i parlamentari, oltre ai ministri, dichiarino il proprio reddito e che sia resa obbligatoria la dichiarazione dei regali ricevuti, inclusi viaggi pagati da terzi.

Azzopardi ha ricordato che già nel novembre 2023 aveva scritto ad Abela sollecitando l’adozione di queste raccomandazioni, senza però ricevere alcuna risposta.

L’assenza di pubblicazione delle dichiarazioni patrimoniali ha suscitato apre critiche dall’opposizione e dalla società civile. Il ministro ombra della Giustizia, Karol Aquilina, ha dichiarato che la lettera del Commissario «dimostra nuovamente che Robert Abela ha abbandonato i principi di trasparenza, responsabilità e buona governance».

«Solo coloro che non desiderano combattere la corruzione e l’abuso di potere si comportano in questo modo» ha aggiunto l’esponente del Partito Nazionalista.

Il Commissario per gli Standard ha ribadito che, in attesa di un’eventuale riforma, i ministri devono comunque rispettare le regole attuali e pubblicare le loro dichiarazioni patrimoniali per il 2023 senza ulteriori ritardi. «Qualsiasi cambiamento deve migliorare la trasparenza e la responsabilità, non comprometterle», ha concluso Azzopardi.

Purtroppo pare non essere la prima volta che l’attuale governo debba essere “sollecitato” a rispettare tali adempimenti legali. Nell’ottobre 2022, sempre Karol Aquilina, invitò l’esecutivo Abela a rendere note le dichiarazioni patrimoniali definendo «inaccettabile» il ritardo accumulato. In quel caso, però, sembra che i pressing servirono tanto che la situazione si risolse a stretto giro.

(immagine di archivio, credits: DOI / Clodagh O’Neill)

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Tags: dichiarazioni patrimonialiIn evidenzaJoseph AzzopardiRobert Abela
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