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Occhi puntati sul manager italo-americano accusato della maxi truffa da 50 milioni di dollari alla Marina USA

di Sabrina Varriale
15 Ottobre 2021
in Giudiziaria
Tempo di lettura:2 mins read
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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha richiesto al Governo maltese l’estradizione del manager 68enne italo-americano Salvatore Frank Rafaraci, amministratore delegato di Multinational Logistics Services (MLS), azienda con sede a Malta, luogo in cui l’uomo è stato prima arrestato per poi essere rilasciato il giorno dopo a causa di errori procedurali commessi dalla Procura, in una vicenda che pare avere dell’incredibile.

Corruzione, riciclaggio di denaro e fatture false sono le accuse mosse nei confronti di Rafaraci, incolpato di aver truffato la Marina statunitense per 50 milioni di dollari.

Catanese d’origine, cresciuto negli Stati Uniti D’America ed ora con base fissa a Dubai, nel corso degli anni l’uomo è diventato il più grande fornitore straniero della US Navy, provvedendo al rifornimento di tutti i servizi necessari, dal carburante all’acqua, nonché quelli utili per facilitare i servizi portuali alle navi militari americane attraccate nei porti esteri. Un giro di affari da capogiro, da un miliardo e trecento milioni di dollari.

Inoltre, tra le varie accuse, ci sarebbe anche un addebito fraudolento effettuato da parte MLS verso la Marina statunitense risalente al 2015, per un importo di circa 231mila dollari, dichiarato come “tasse dell’autorità portuale” per l’attracco della portaerei “USS Carl Vinson” nella capitale del Bahrain. I documenti presentati in tribunale dall’Autorità dello scalo di Manama hanno poi dimostrato che l’importo dovuto per le tasse era di soli 12,686 dollari.

Secondo il mandato di arresto visionato dal Washington Post, tra le varie accuse che pendono sul capo dell’imprenditore c’è anche quella di aver consegnato tangenti ad un ufficiale della Marina in ben due occasioni: nel 2015 con una “bustarella” contenente 20.000 dollari in contanti, e tre anni dopo una tangente di 13.500 dollari in cambio di informazioni privilegiate.

Rafaraci è inoltre accusato di utilizzare una rete di società fittizie per riciclare denaro ottenuto illecitamente trasferendo fondi da conti aziendali a Malta e in Gran Bretagna ad una società di comodo negli Emirati Arabi Uniti.

Gli agenti federali seguivano ormai da tempo i movimenti dell’imprenditore italo-americano e, durante la sua visita a Malta lo scorso 26 settembre, è stato subito arrestato dalle Autorità locali nell’hotel di St. Julian’s dove alloggiava.

Da allora, gli sforzi congiunti dei funzionari maltesi e statunitensi per tenerlo in custodia non sono andati a buon fine. Come riportato da La Repubblica, gli avvocati di Rafaraci in meno di un giorno sono riusciti a farlo tornare in libertà, respingendo tutti gli addebiti e contestando gli errori nella procedura d’urgenza seguita dagli inquirenti statunitensi e maltesi, e quindi la legittimità del mandato di arresto. Il magistrato maltese aveva infatti stabilito che l’uomo d’affari poteva rimanere libero mentre si svolgeva la sua procedura di estradizione verso gli Stati Uniti.

La procura ha però presentato ricorso, evocando il pericolo di fuga, che è stato di nuovo respinto. Di fatto, quindi, secondo dei cavilli burocratici, l’uomo accusato di aver truffato la Marina degli Stati Uniti si trova ora in libertà in attesa che un tribunale si pronunci sulla sua estradizione.

Nel frattempo, dall’inizio del mese di ottobre, la Marina Statunitense ha sospeso la società MLS, e questa non potrà contrarre nuovi affari in futuro con nessuna agenzia federale. Tuttavia, la compagnia sarà comunque obbligata ad adempiere ai contratti ancora in essere.

Tags: Emirati ArabiFrank RafaraciMarina statunitensesicilia
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