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Violenza domestica, apre a Mtarfa il terzo centro di sostegno alle vittime

Dopo Santa Lucija e Gozo, il servizio 24/7 arriva anche nel nord di Malta

di Redazione
31 Gennaio 2026
in Attualità
Tempo di lettura:3 mins read
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Ha aperto nei giorni scorsi a Mtarfa un nuovo centro per le vittime di violenza domestica e di genere, operativo tutto l’anno 24 ore su 24. Si tratta del terzo hub attivato sul territorio nazionale dopo quelli di Santa Lucija e di Rabat (Gozo), ma il primo in assoluto che ha permesso di estendere questo servizio specializzato anche a nord dell’isola.

La struttura è stata adeguata per offrire un ambiente sicuro e riservato a chi chiede aiuto e si basa su un approccio multidisciplinare: al suo interno operano infatti agenti di polizia appositamente formati insieme a professionisti del settore, chiamati ad intervenire nei momenti di maggiore fragilità delle vittime.

L’estensione dei centri antiviolenza ha avuto un effetto diretto sull’emersione del fenomeno. Secondo le autorità, l’incremento delle denunce registrato negli ultimi anni non è casuale, ma legato a un servizio diventato più accessibile, sensibile e preparato a gestire situazioni complesse. Dal 2020 a oggi, oltre 3.500 persone hanno ricevuto assistenza attraverso questi centri.

Il ministro dell’Interno Byron Camilleri ha ricordato come la svolta sia arrivata cinque anni fa, con la creazione di una sezione specializzata all’interno del Corpo di Polizia. «Ci siamo resi conto – ha spiegato – che era impossibile garantire il livello di supporto necessario alle vittime attraverso i servizi di polizia tradizionali, già impegnati su molti fronti. Da qui la scelta della specializzazione».

Alla base del sistema, come spiegato, c’è un approccio “multi-stakeholder”, che mette in rete forze dell’ordine e professionisti esterni. «In un hub come questo – ha sottolineato Camilleri – non si trovano solo poliziotti formati e specializzati, ma anche esperti che lavorano fianco a fianco. È un servizio pensato per accompagnare le vittime, non solo per raccogliere una denuncia».

Il percorso, iniziato in forma sperimentale, si è progressivamente esteso: prima Santa Lucija, poi Gozo, ora Mtarfa. Parallelamente, tutti gli agenti continuano a ricevere formazione specifica sul tema, sia in fase di reclutamento sia durante il servizio.

I dati forniti dal commissario di polizia Angelo Gafà raccontano che tra il 2019 e il 2024 le segnalazioni di violenza domestica sono aumentate di quasi il 70%, passando da 1.325 a 2.225 casi. Dopo cinque anni consecutivi di crescita, nel 2025 si è registrato un lieve calo del 2%, mentre a Gozo, nel primo anno completo di attività del centro antiviolenza, le denunce sono aumentate del 30%. «Questa dinamica – ha spiegato Gafà – riflette la stessa evoluzione vissuta a Malta: è la prova che stiamo riducendo il cosiddetto “dark figure of crime”, la parte sommersa dei reati che non vengono denunciati».

La strategia, sottolinea il governo, non si limita agli hub. Negli ultimi anni sono stati introdotti anche la Victim Support Agency, i panic alarm (dispositivi di sicurezza progettati per inviare immediata richiesta di soccorso, già utilizzati da 105 persone) e una nuova legge che consente di informare le vittime se il partner è stato condannato per violenza domestica.

Secondo Rebecca Buttigieg, segretario parlamentare per l’Uguaglianza, «la tematica della violenza domestica richiede un’azione concreta e continua» e il centro di Mtarfa è «la dimostrazione di un impegno concreto per portare i servizi più vicino alle comunità e trasformare le statistiche in azioni reali». Un concetto ribadito anche dalla professoressa Marceline Naudi, che ha sottolineato l’importanza di spazi pensati per garantire dignità e protezione alle vittime.

Resta però, come ha ricordato lo stesso Camilleri, una sfida culturale. «Indipendentemente da ciò che facciamo, esiste una cultura che tutti dobbiamo adottare nella società. Il rispetto, anche quando non si è d’accordo, l’uguaglianza e il riconoscimento della dignità dell’altro restano la prima e più efficace forma di prevenzione. È una responsabilità che riguarda tutta la società».

(photo credits: DOI)

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Tags: centro antiviolenzamtarfaViolenza domestica
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