Il governo apre la consultazione pubblica sul maxi piano di rigenerazione del Grand Harbour, un progetto che punta a riqualificare e trasformare ampie aree affacciate sul porto con l’obiettivo dichiarato di restituire spazi alla collettività, valorizzare il patrimonio storico e attrarre investimenti di qualità.
Il “Grand Harbour Revival Plan”, presentato dal Primo Ministro Robert Abela, sarà articolato in quattro fasi e punta a creare un’area in linea con gli standard internazionali, in cui spazi culturali, servizi e zone ricreative si integrino con il tessuto urbano esistente.
La prima fase riguarda la trasformazione del waterfront di Marsa e dell’ex centrale elettrica in una zona polifunzionale, «pensata per usi moderni, sostenibile e di qualità», «che creerà nuove opportunità e avvicinerà il porto a cittadini e famiglie», si legge nel comunicato in lingua maltese diffuso dal governo. Il concept architettonico è stato affidato allo studio internazionale Chapman Taylor, che ha lavorato su una visione integrata capace — secondo i progettisti — di inserirsi in modo naturale nel contesto storico del porto.

Durante la presentazione, Abela ha definito l’intervento parte di una strategia più ampia di riqualificazione di siti industriali e aree rimaste a lungo marginali. Il Grand Harbour, ha sottolineato, rappresenta un asset centrale per lo sviluppo del Paese e la rigenerazione dovrebbe rafforzarne la fruibilità pubblica senza alterarne l’identità storica. Il Premier ha ricordato la chiusura della centrale elettrica di Marsa come passaggio chiave verso una nuova fase di valorizzazione dell’area, inserendo il piano nel quadro della strategia nazionale Malta Vision 2050.
Questo progetto, ha spiegato, si collega ad altri interventi di riqualificazione recentemente annunciati dal governo, ovvero quelli di Manoel Island, White Rocks e di tre forti storici che, insieme, hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità dell’ambiente e delle aree urbane ricche di storia.
Il ministro dell’Ambiente, Miriam Dalli, ha insistito sull’equilibrio tra tutela del patrimonio e innovazione, spiegando che la consultazione pubblica — aperta per le prossime sei settimane — servirà a raccogliere i pareri di cittadini e operatori. Un passaggio ritenuto necessario per definire un piano condiviso, capace di conciliare sviluppo e identità storica.
Dal punto di vista operativo, la Grand Harbour Regeneration Corporation ha indicato che gli interventi interesseranno l’area dell’ex centrale, quella della Menqa, del Deep Water Quay e delle fortificazioni di Floriana. Il presidente dell’ente, Ryan Fava, ha parlato di un progetto pensato per un porto “vivo”, che richiede un confronto continuo con residenti e stakeholder. L’amministratore delegato della GHRC, Gino Cauchi, ha ricordato le recenti riqualificazioni realizzate tra Valletta, Floriana e Cottonera, definendo Marsa una “priorità”, dopo anni spesi a «sopportare il peso di una forte attività industriale».
Al termine della consultazione, il governo prevede di aprire il confronto con il settore privato per dare il via alla riqualificazione. I dettagli del piano sono disponibili online, in vista di un percorso che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe segnare una nuova era nella trasformazione urbana dell’area portuale. «Sarà ambizioso, imponente e lascerà un segno su come stiamo cambiando e vogliamo continuare a cambiare il nostro Paese in meglio», dice Abela.
(photo credits: DOI)
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